Immaginiamoci 2

martedì 18 ottobre 2011

Lettera dei dipendenti, volontari e collaboratori Cifa

Ieri pomeriggio alcuni forum hanno pubblicato un nostro documento che aveva come unici destinatari la CAI, il Consiglio Direttivo Nazionale e Ambra Enrico. Per evitare strumentalizzazioni di sorta, crediamo necessario pubblicarlo integralmente raccomandando di recapitare a noi eventuali commenti. Affidare alla rete il proprio dissenso o il proprio assenso, in questo delicato momento, non è utile a nessuno. Come abbiamo detto in più di una occasione noi, dipendenti di tutte le sedi di Cifa, siamo a disposizione di chiunque voglia chiederci informazioni.


Al Presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali
pc Al Presidente di CIFA Onlus
pc Ai membri del Consiglio Direttivo di CIFA Onlus
pc Sig.ra Ambra Enrico

I dipendenti, i collaboratori e i volontari operativi nelle sedi CIFA di Torino, Venezia, Ancona e Roma riunitisi in assemblea a Bologna il 7 ottobre 2011, dopo una discussione sugli accadimenti degli ultimi mesi che hanno riguardato l’associazione, hanno posto ai voti il seguente ordine del giorno:

I dipendenti di CIFA, vista la situazione in cui si trova l’ente a far data dallo scorso 29 aprile;


analizzate la campagna via internet e le comunicazioni che sono state inviate a soci e a coppie che hanno dato mandato adottivo all’Associazione; 


preso atto che alcune delle comunicazioni inviate dalla Signora Ambra Enrico e da persone a lei vicine nonché da un fantomatico comitato “Io sto con Ambra” sono altamente lesive del nome e della storia dell’Associazione, offendono coloro che, dipendenti o volontari, hanno operato in questi anni per CIFA, insinuando comportamenti scorretti e differenze di conduzione del mandato conferito dalle coppie adottive, scorrettezze nella gestione dei fondi dell’Associazione e delle azioni di cooperazione internazionale;


ritenendo che tali azioni esulino da una corretta conduzione della campagna per la elezione del futuro presidente dell’Associazione, e che anzi esse contravvengano lo statuto, la vision e la mission, i principi e valori dell’Associazione;


ritenendo che, a causa di tali condotte, che pongono in pericolo il futuro dell’Associazione e antepongono il mero interesse personale a quello collettivo e superiore dell’Associazione e delle migliaia di bambini che protegge e aiuta, sarebbe opportuno considerare se sussistano gli estremi per dichiararne l’indegnità rispetto alla qualità di socio;


CHIEDONO


alla Presidenza della CAI di verificare, visti i comportamenti tenuti nelle ultime settimane, se la signora Ambra Enrico sia in possesso dei requisiti morali previsti dalla legge e dai regolamenti esistenti per la presidenza di un ente autorizzato;


alla Presidenza della CAI di voler ricevere un rappresentanza dei dipendenti Cifa per poter manifestare all’ente di garanzia delle adozioni le proprie preoccupazioni sulla situazione in essere.

Il documento è stato votato dai presenti a scrutinio segreto, riportando 39 voti a favore, 4 contrari e 1 astenuto, decidendo altresì che il documento venga inviato, insieme alla lettera firmata in data 23 settembre 2011 alle autorità competenti.

13 commenti:

  1. Mi Chiamo Fabrizio G. e sono un felice padre adottivo nonché socio del Cifa, insieme a mia moglie che è anche volontaria. Ho partecipato all’incontro di dialogo con famiglie e soci svoltosi a Torino il 18.10.2011 ed ho deciso di raccontarvi le mie impressioni. Sono venuto all’incontro perché volevo capire e farmi un’idea delle travagliate vicissitudini che l’ente ha vissuto in quest’ultimo periodo. Ho seguito con interesse le spiegazioni delle problematiche legali che hanno fatto decadere il direttivo insediatosi il 28 aprile ripristinando il precedente, ma soprattutto mi sono sentito molto vicino al personale del Cifa ed alle coppie in attesa di adozione, in ansia e desiderose di comprendere cosa sia accaduto. Si comprendeva benissimo la grande professionalità e coerenza dei dipendenti che in questo periodo hanno lavorato e continuano a farlo con la stessa determinazione ed al tempo stesso anche il grande rammarico causato dalle battaglie legali dei mesi passati.

    Mi sono però profondamente indignato (perdonatemi il termine, in questo periodo fin troppo inflazionato, ma rappresenta il mio stato d’animo) per lo spettacolo indecoroso che è seguito quando uno o più componenti del direttivo insediatosi il 28 aprile e poi decaduto hanno preso la parola per contestare alcune delle affermazioni dei relatori. Premesso che trattandosi di una riunione aperta era legittimo il diritto di parola per il pubblico e rispetto le opinioni di tutti, non mi sento di condividere i tempi e neanche le modalità di alcuni interventi. Non credo che quella sede fosse il luogo opportuno per sentire accuse, tecnicismi giuridici, cavilli burocratici su convocazioni di assemblea dei soci ecc… Abbiamo assistito in diretta ad un antipasto di “campagna elettorale” con tanto di discussioni su programmi e comitati elettorali ed immancabili fughe di notizie, comunicazioni poco chiare diffuse nei forum sul web non si sa da chi e a che titolo. Se questo era un assaggio di questa campagna elettorale per la nomina del direttivo mi sento di dire sin da ora BASTA. Non credo che il CIFA si meriti questo spettacolo, non credo che tutti coloro che a vario titolo rappresentano un pezzettino di questa splendida realtà meritino questo. La nomina del direttivo del CIFA non può assimilarsi alla nomina del consiglio d’amministrazione di una società o ridursi ad una rissosa assemblea condominiale per la nomina dell’amministratore. Non spetta certo al sottoscritto dirlo, arrivato tra gli ultimi in questa realtà, ma il CIFA è di più, molto di più. Ha un valore inestimabile, non desumibile soltanto dai meri numeri del bilancio, un patrimonio umano e sociale costruito in 30 anni di storia, un'opera d'arte formata da tanti tasselli, da ogni bimbo che è stato adottato, da ogni bimbo che viene sostenuto a distanza, da ogni progetto di cooperazione che viene portato a termine, dalle famiglie che hanno adottato, dalle famiglie ancora in attesa, dalle splendide persone che ogni giorno mettono a frutto silenziosamente (in questo periodo credo anche tra tante difficoltà) la loro esperienza, professionalità, umanità, per far funzionare questa macchina complessa, cresciuta così tanto in questi anni. Mi piace pensare che la sede del CIFA sia la casa di tutti noi che facciamo parte di questo meraviglioso mosaico, ognuno con il suo ruolo. Una casa aperta a chi ne ha bisogno, non solo in attesa dell’adozione, ma anche dopo. Una casa aperta ai nostri figli, una volta cresciuti, se avranno la volontà di entrarci per comprendere un periodo della loro storia e dei loro popoli e di impegnarsi a loro volta a sostenere le attività di cooperazione, educazione allo sviluppo, sensibilizzazione della società all’adozione, alla diversità. Rispettando tutte le posizioni che si possono avere del futuro di questo ente, credo che nessun obiettivo, anche il più nobile, possa essere rappresentato sgretolando questo splendido mosaico, pazientemente costruito negli anni...

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  2. Ritengo che sia necessario il confronto anche duro e schietto sui valori e sulle proposte, nelle sedi opportune, con modalità trasparenti e regole certe, senza però mai minare le fondamenta della nostra casa comune.

    Per citare comitati elettorali vari che compaiono sul web io non sto a priori con gli uni o con gli altri. IO STO CON IL CIFA , la cui “ragione sociale” è FOR CHILDREN cioè per i diritti dei bambini nel mondo ed ESIGO, PRETENDO che tutti coloro che si candidano a rappresentarlo mi dimostrino con i fatti di pensare altrettanto.

    Sarà pertanto doveroso essere presenti il giorno dell’assemblea dei soci, quando sarà convocata, sarebbe imperdonabile non partecipare. Invito tutti coloro che ne hanno titolo a farlo perché occorre esserci, ascoltare, discutere, confrontarsi e scegliere, il futuro migliore per il CIFA. E’ un’appuntamento a cui non possiamo mancare, perché troppo importante. E' un dovere morale che abbiamo nei confronti dei nostri figli e dei figli del mondo, che il CIFA sostiene con i suoi progetti. Se non facessimo la scelta più giusta e ponderata tradiremmo anche il loro futuro e non possiamo, non dobbiamo permettercelo.

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  3. Buongiorno,
    Io e mio marito abbiamo partecipato ieri alla riunione che si e' tenuta a Torino. Avevamo ed abbiamo le idee molto chiare sul CIFA e su tutto quello che e' avvenuto in questo periodo, ma di certo abbiamo avuto una meravigliosa sorpresa: gli operatori CIFA sono dei GRANDI!! Persone profonde, rispettose, intelligenti, buone, con un unico obiettivo nello svolgimento del loro lavoro: aiutare i bambini in difficolta'.
    A loro non interessa il potere, non interessa la politica, non interessa la campagna elettorale... A loro interessa solo il bene dei bambini!
    Per questo tutti noi, futuri genitori adottivi, dobbiamo solo fidarci, perche', possiamo esserne certi, siamo in ottime mani...
    E aggiungo ancora una cosa: chi ha partecipato all'incontro cercando di trasformare quel momento in campagna elettorale, beh...ha sbagliato tutto, perche' agli operatori CIFA, ma neanche a noi famiglie in attesa dei nostri figli, la campagna elettorale non interessa.
    Lasciamoli lavorare...

    Elena Barberis e Pietro Ratti

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  4. Anch’io ero presente alla riunione del 18 a Torino.
    Vorrei esprimere pertanto le mie impressioni sulla serata, i miei sentimenti e, se possibile, i sentimenti delle persone che ci hanno permesso di capire di più sulla vicenda che ha quasi messo in ginocchio il nostro amato Ente: il Cifa.
    Il presidente Arnoletti ha raccontato con parole e modi pacati quanto è avvenuto durante l’assemblea in cui c’è stata la cancellazione di tutte le cariche in essere e, senza preavviso, senza presentazione, si sono insediate persone nuove e sconosciute alla maggioranza. Praticamente è avvenuto un golpe.
    Il presidente ha precisato che, fin da subito (durante l’assemblea) è stato fatto presente ai nuovi insediati che, per fare parte del Direttivo Cifa, occorrevano dei requisiti che queste persone non avevano.
    La vicenda è finita al Tribunale di Torino e le varie fasi sono state spiegate con parole appropriate e dovizia di particolari da una persona che ha fatto parte del Collegio difensivo del Direttivo presieduto dal Presidente Arnoletti. L’iter giuridico, dopo varie fasi è finito con un decreto che ha sancito l’irregolarità dell’assemblea e ha riportato Arnoletti e il suo direttivo alla guida del Cifa; anche la CAI si è pronunciata e ha emesso un dispositivo in cui confermava che il direttivo che si è insediato il 29 aprile non aveva i requisiti per dirigere un ente e, qualora non si fossero presi dei provvedimenti immeditati sarebbe partita una verifica che avrebbe potuto togliere l’autorizzazione al Cifa a espletare pratiche di adozione.
    La signora Enrico che ha aiutato, stando dall’interno, questo ribaltone, è stata immediatamente promossa “Direttore Generale”, in seguito, avendo lei i requisiti, per tentare di riparare al disastro di un direttivo che ne era privo, è entrata nel Direttivo (pare che questa cosa non sia stata detta a nessuno tanto è vero che ha continuato a firmare come Direttore Generale dei documenti, anche se non aveva più questa carica e i dipendenti non ne sapevano nulla).
    Il Responsabile della Cooperazione, avv. Scarpati ha poi spiegato con parole appassionate tutto ciò che il Cifa ha fatto in questi anni e che farà in futuro, se sarà possibile, a favore dei bambini che non vanno in adozione; ha detto che per ogni bambino adottato vorrebbero poterne aiutare 100 nel loro Paese.
    Ha detto ancora che quando un progetto “parte” non può più essere fermato anche perché centinaia di bambini aspettano aiuto e non glielo si può dare e poi togliere, stiamo parlando di bambini, di creature in stato di bisogno.
    Dopo questa esauriente spiegazione da parte di tutti, si è alzato il vice presidente del direttivo invalidato ed ha cominciato a fare polemica, e ha tentato una campagna elettorale a favore suo e della Signora Enrico, i dipendenti e alcune coppie presenti, scandalizzati dai termini e dai modi, hanno espresso la loro opinione dicendo che mai più il Cifa dovrà essere infangato, mai più dovrà correre il rischio di essere messo in ginocchio, mai più nessuno potrà permettersi di “scalare il Cifa” senza averne i requisiti, senza essersi presentato prima e senza aver presentato un programma credibile e compatibile con la Mission e la Vision del Cifa (che è stata condivisa da tutto il personale e dal Direttivo)
    Una riunione che era cominciata bene, con rispetto, con moderazione e pacatezza è finita a urla e invettive nei confronti di chi ha tentato la scalata all’Ente.
    Questo, in sintesi, quanto è successo, mi dispiace di essermi dilungata ma forse a qualcuno che non ha potuto partecipare può interessare, anche se ovviamente la descrizione e le impressioni sono personali.
    Colgo l’occasione per inviare mille in bocca al lupo a questo glorioso ente.

    Francesca mamma adottiva

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  5. Buongiorno a tutti.
    Anche noi eravamo presenti all'incontro del 18 ottobre a Torino e non possiamo far altro che confermare quanto già descritto nei commenti precedenti: noi tutti eravamo là per cercare di capire e il Presidente Arnoletti e tutto lo staff si sono espressi in modo pacato e appassionato. Poi sono intervenute alcune persone legate al direttivo invalidato contenstando l'interpretazione di alcuni articoli dello Statuto e tentando di portare l'attenzione sul bilancio non ancora approvato...Sinceramente, pur consci dell'importanza anche di questi aspetti amministrativi e burocratici, credo che la maggior parte delle coppie presenti fossero lì per ben altri motivi e lo scenario offerto non è stato dei migliori. Il Cifa opera innanzittutto per il BENE DEI BAMBINI (come sta facendo da ormai più di 30 anni), e se l'attenzione del Direttivo che vuole tentare la "scalata" (attingendo ad un ormai famoso termine giornalistico) è già da ora rivolta al bilancio, mi sembra che non stia andando nella giusta direzione.
    Concludo salutando tutti i collaboratori e confermando che comunque una cosa bella non è sfuggita alla nostra attenzione: da questo momento difficile ne state uscendo come un gruppo davvero unito che crede fermamente in ciò che sta facendo. FORZA CIFA!!!!!!!

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  6. Grazie a tutti quanti voi che avete consentito a chi, come me, non ha potuto partecipare all'incontro torinese di averne dei resoconti affidabili e precisi!
    Vorrei condividere fortemente due delle vostre conclusioni: quella di Fabrizio, sulla assoluta necessità di partecipare all'assemblea per tutti quanti potranno farlo (ma fate il possibile... chi non può dia le deleghe a qualcuno con un max di 2 a testa) e quella dell'ultimo post qua sopra che comunica che il GRUPPO Cifa sta uscendo a testa alta da questa vicenda. E' importante crederci e stare uniti. Famiglie e dipendenti, volontari e coppie in attesa.
    PARTECIPIAMO!
    Mara

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  7. Io invece sono stata all'incontro di Olgiate di ieri e mi ė stata tolta la parola! Forse perchè avevo almeno 11 domande da fare e probabilmente scomode.
    Arnoletti è un signore e in ogni caso mi ha dato la parola anche se ormai alle 22.30 decisamente non potevo fare domande relativo al primo intervento del commercialista delle 18.30! Cosa dite? Sarebbe stato assolutamente fuori luogo. Sono poi venuti da me Marmetto, Montani x comunque dire che non volevano zittirmi ma dare a tutti la possibilitá di parlare peró era un'unica occasione quindi dal mio punto di vista decisamente non sono soddisfatta. Riassetto mi ha perfino difesa da un attacco di un genitore! Io nutro molta stima x queste persone che ho citato ma con questo nulla toglie la mia delusione di ieri sera.
    Ho quindi dichiarato che le domande le faró solo al confronto se ci sará e altrimenti mi asterró anche dal voto. L'adozione non è uno scherzo. È una cosa seria. Quindi senza reali convinzioni mi tolgo e lascio agli ESPERTI ogni valutazione.
    Dico un'ultima cosa: non è positivo che genitori adottivi, giá genitori adottivi, non si interessino piú di questi temi perchè il mondo delle adozioni ha bisogno di noi. Solo continuando a partecipare alla vita di un'ente si è sempre piú sensibili ai temi Sad, cooperazione e altri obiettivi che non si riducano alla propria adozione.
    Grazie a tutti.

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  8. Marzia,
    anchi'io ero all'incontro di venerdì...
    Sinceramente non credo che le tue domande fossero scomode, era il tono provocatorio e incalzante che ha infastidito molti dei presenti. Eravamo in tanti e se ti avessero lasciato fare tutte le tue domande, probabilmente ne saremmo usciti a mezzanotte piuttosto che alle 22.
    Inoltre, credo o quantomeno sospetto (l'impressione che è passata non solo a me, ma anche a chi mi circondava) che il tuo intervento fosse manovrato (più o meno consciamente) da qualcun altro che vuole utilizzare la tua posizione di amministratore blog CIFA per farsi pubblicità (pessima peraltro).
    DETTO QUESTO ECCO LE MIE IMPRESSIONI:
    Sono rimasta positivamente colpita dall'intervento chiarificatore di questo direttivo, lo trovo assolutamente corretto, ma cosa ben più importante trovo fantastici gli operatori, che a prescindere dal direttivo in carica, operano ogni giorno in tutti i campi (adozione, cooperazione, pratiche di pura segreteria/amministrazione) con una volontà unica ed un solo scopo: aiutare i bambini!
    Sono d'accordo, il CIFA sono loro...
    Grazie!!!

    Maria

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  9. Cara Marzia, sono assolutamente d'accordo con te, circa l'ultimo capoverso.
    Per il resto non credo ti sia stata tolta la parola, credo che, obiettivamente, se tutte le persone presenti avessero posto 11 domande a testa, sarebbero ancora ad Olgiate oggi. Quindi, ti è stato chiesto di dare anche spazio agli altri, giustamente, anche per loro era un momento quasi unico.
    Però fossi in te non mi terrei le domande che non hai fatto, in gola, troverei l'occasione, o per iscritto (via mail) o di persona, in sede, di farti rispondere; come hai già detto tu penso che il Presidente sia assolutamente disponibile ad ascoltarti e così come lui, tutti gli altri a cui vorrai chiedere spiegazioni.

    Coraggio! Non abbatterti.
    Con affetto.

    Francesca

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  10. Ciao Maria e Francesca,
    purtroppo sono molto più brava a scrivere che a parlare ecco perchè il mio tono appassionato è stato interpretato come polemico.
    Mi rendo conto che le domande erano tante ma... sono rimasta attenta per tutti i 4 interventi e onestamente i dubbi erano molti.
    Invece sottolineo una cosa: io non sono facilmente manovrabile. Per cui domande, pubblicazioni e qualsiasi altra cosa la faccio consapevolmente e non da "marionetta"!
    grazie per avermi risposto.

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  11. Volevo scrivere due parole sull’incontro di venerdì 21 a Olgiate Olona a Varese, poi però ho pensato che forse è meglio raccontarVi un pensiero:

    è vero, potrei dire che quasi imbarazzato il direttore della Comunicazione dr.Montani, ha spiegato quanto sia stato difficile dare una rotta ad un settore che aveva bisogno di solidità aziendale e che si è ritrovato a dover far uscire il Veicolo dal fango anziché pensare di lanciarlo verso ambizioni che avrebbe meritato; potrei aggiungere che un chiarissimo esperto il dr. Briziobello abbia mostrato i documenti scritti dalla Commissione Adozioni Internazionali, riguardo alla vicenda e le pagine delle sentenze del Tribunale di Torino che rimetteva l’orologio del direttivo a prima dell’assemblea del 29 aprile, da cui emerge che il Presidente e il direttivo Arnoletti hanno pieni poteri e devono preoccuparsi di rifare l’assemblea, ma senza dare loro un termine ( questo sarà dettato dal buon senso e non dal calendario, così è parso di capire).

    Potrei dire che il dr. Marco Pastori del settore Cooperazione ha espresso con tutta la sua energia, quanto sia il peso sulle spalle della cooperazione in questo momento, in cui sono stati persi tanti bellissimi treni, che avrebbero portato sollievo a tanti dei bimbi come i nostri che li aspettavano. ( Ne sarà valsa la pena, ai posteri l’ardua sentenza).

    Potrei anche affermare che l’Arnoletti ha provato pacatamente a tenere la direzione dell’incontro più sui bisogni di risposte alle molte coppie in attesa di adozione, anche se ogni tanto le onde veementi di alcune domande piegavano le vele delle discussione verso la campagna elettorale.

    Dirvi se è stato un buon incontro non è ambizione mia, ma vi dirò in sintesi il mio pensiero sull’incontro: le verità possono essere tante, ma l’”ETICA è una sola”. Etica lo scrivo in maiuscolo, perché in questo paese credo si sia perso il significato di questa parola, che dovrebbe essere anteposta al nome di ogni ONLUS, l’etica è l’onore di ogni uomo e ogni uomo può anche farsela mancare, se vuole, una onlus no!

    Bene dopo tutte queste cose che potevo dirvi, ma non ho voluto, voglio invece raccontarvi la storia di una grande famiglia che di cognome fa CIFA e che aveva un papà che si chiama Gianfranco e una mamma che si chiama Ambra con loro c’erano tanti bimbi che cresciuti, non avevano adottato, avevano proprio assunto e con il tempo erano diventati loro dipendenti perché questa famiglia aveva un’azienda che sapeva trovare la cosa più bella del mondo: Bambini !

    Ma non solo sapeva trovare bambini che stavano soli in tanti posti su questa terra, sapeva anche trovar loro un papà e una mamma tutti nuovi ( o quasi) e a volte riusciva anche ad aiutare questi bimbi là dove sono, perché a volte è meglio così.

    Poi un giorno, come in un vecchio film drammatico durante una riunione di famiglia, il papà scopre che la mamma aveva una relazione extraconiugale (certe altre parole che si potrebbero usare e che noi Famigli usiamo, i ComuniKattivi non le consigliano loro amano parole più distensive, meno aggressive e noi li accontentiamo), da lì ragazzi, nessuno a più avuto pace, i bimbi dipendenti sono stati affidati prima alla mamma per qualche mese, poi il tribunale li ha riaffidati al papà dicendogli che doveva trovare una soluzione alla questione.

    In un primo tempo, la separazione dei due nostri genitori CIFA è stata giudiziale, non se ne voleva sapere di riappacificarsi, poi quando i bimbi sono tornati in affido al papà hanno trovato la forza di dimostrare a tutti che la Famiglia erano loro e l’azienda la mandavano avanti loro, quindi hanno fatto più e più tentativi per riportare la separazione su una via consensuale, ma le cronache ci dicono che a tutt’ora ogni mediazione ha trovato un stop da parte della mamma.

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  12. Tutti Voi avete visto sufficienti primavere per capire come il paradosso di una separazione in un luogo ove si Unisce, sia una cosa che getta tutti nell’ansia, infatti tutti, parenti, amici e conoscenti vorrebbero far qualcosa perché il tutto cessasse e si potesse tornare tutti ad una vita famigliare tranquilla, ma crescere è anche questo.

    Nel momento in cui tutto è sistemato e messo per il meglio ecco che il solito difetto di comunicazione fa capolino.

    Non si capisce infatti perché papà e mamma non si siano spiegati prima, non abbiano trovato il modo di confrontarsi in famiglia sul problema che evidentemente esisteva. Alcuni non perdonano alla mamma di aver portato fuori dalle mura domestiche criticità che dovevano rimanere all’interno, ma si sa la comunicazione ci tormenta e questi sono i tristi risultati delle separazioni.

    Bene, ora Dotti, Medici e Sapienti, Comunikattivi e persone di buona fede stanno stringendosi attorno alla famiglia per trovare una soluzione che sarebbe semplice, basterebbe che i genitori guardassero i loro bimbi dipendenti, senza le lenti della rabbia e dell’orgoglio e vedessero quanto c’è da esserne fieri di una Famiglia così!

    Una famiglia che nonostante i continui affidi e riaffidi ha continuato a funzionare.!

    Cari Genitori, Vi rivolgo un invito personale, non attendete siano i Vostri bimbi dipendenti a trovare una soluzione, FATELO VOI! Dimostrate che quella grande capacità che avete avuto nel dar vita a questa grande famiglia CIFA, è ancora viva e volge la sua energia all’interno della famiglia, al suo bene estremo, la sua stessa esistenza.

    Voglio anche dirvi che come in ogni storia reale i Bimbi dipendenti che avete plasmato e forgiato potrebbero anche dimostrare di avere più caro di Voi il bene di questa Famiglia e farla Funzionare senza di Voi, ciò sarebbe comunque grave.

    Noi tutti di storie come queste ne leggiam tante e vorremmo invece tornar a leggere le favole che si sono sempre lette alla Famiglia CIFA.

    Non me ne vogliano i genitori di questa famiglia, Gianfranco e Ambra, ma guardando gli occhi di mio figlio vedo gli occhi della famiglia CIFA, e per fortuna quelli di Filippo Baofujiong sorridono!

    Palmeroni Ernesto fortunato genitore adottivo di campagna

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  13. Ciao Ernesto!
    mi permetto di dire due cose su quanto scrivi.
    La famiglia dovrebbe sempre essere un luogo di unione, ma ahimè non sempre così vanno le cose. Non credo che si possa parlare in questo caso di un mero "difetto di comunicazione" perchè le cose sono andate ben oltre... E ricomporre è molto più difficile che distruggere. Anzi, a distruggere ci vuole un attimo, ma quell'attimo può rendere anche impossible un riavvicinamento. Sempre che, in questo caso, un riavvicinamento sia auspicabile, cosa che personalmente non credo.
    I "bambini"/dipendenti Cifa dimostrano di saper andare avanti nonostante quanto accade intorno e molto vicino a loro, quantomeno nel breve periodo. Per quella che è la mia esperienza di vita posso dire che per quanto un bambino desideri vedere sempre insieme mamma e papà, non può sopportare che loro litighino (o peggio...) pur di stare insieme. La situazione di tensione diviene intollerabile ed ogni bimbo chiede serenità per crescere e vivere al meglio. In questo caso per lavorare.
    E se la serenità è nella separazione, è meglio cercare di affrontarla da adulti responsabili, ammettendo i propri errori (che sono sempre da entrambe le parti, anche se può variare il "peso" delle azioni commesse)e ponendosi come fine ultimo la tutela dei propri figli. In questo caso dell'Ente, delle famiglie che ad esso si sono affidate e dei bambini che dal suo operato traggono qualche vantaggio.
    Concludo riportando l'incipit di un articolo del teologo Vito Mancuso su La Repubblica di oggi: "Alla fine ciò che determina il valore di un essere unmano è il METODO, più che i contenuti della mente o le azioni compiute con le mani. A dire chi siamo e a conferire la NOTA DOMINANTE alla nostra personalità è il METODO con cui guardiamo e affrontiamo la vita".
    Quando l'ho letto ho pensato anche a questa triste vicenda che ha coinvolto il NOSTRO Ente. Il maiuscolo è il mio, non dell'autore.
    Abbracci.
    Mara

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