Immaginiamoci 2

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lunedì 16 aprile 2012

Grazie alle Uova... arrivate rotte!

Una mail inviata dai nostri sostenitori di Gallarate: un piccolo incidente di percorso... risolto in maniera solidale!

Quando mi hanno recapitato le 13 uova di Pasqua del Cifa che avevo ordinato e mi sono resa conto che ben 8 erano rotte ero veramente disperata. Non sapevo proprio cosa dire alle amiche che me le avevano chieste e mancava solo  una settimana a Pasqua... ma come spesso accade non tutto il male viene per nuocere e, grazie alla sensibilità del Cifa, quello che consideravo un disastro è mutato in una  grande fortuna.

Quelle uova rotte hanno permesso di regalare un po’ di gioia ai bambini che abitano nella Comunità Protetta Mamma e Bambino vicino a casa nostra, a Gallarate. Siamo andati a trovarli con mio figlio Sokmean e Margherita Silvestrini, l’Assessore ai Servizi Sociali del nostro comune che ha reso possibile questo incontro.


Non avrei mai immaginato quante emozioni può suscitare una visita come questa. Quando siamo entrati ci stavano aspettando: c’erano bambini piccoli con la mamma e più grandicelli che vivono in comunità da soli. Sokmean ha consegnato le uova, uno per uno venivano a prenderle timidi e silenziosi. Ho provato una piacevole sensazione nel vedere quei piccoli sguardi tramutarsi da timorosi a sorridenti, felici di ricevere un regalo inatteso, ho provato  tanto turbamento nel conoscere le storie dietro quegli sguardi, storie di sofferenza, di abbandonie di violenza, storie purtroppo non ancora superate.

Grazie Cifa, per avere regalato un momento di felicità a dei bambini che forse non l’hanno mai provata e per aver dato a me la possibilità di vivere una esperienza che non dimenticherò facilmente.

Gallarate, 12 aprile 2012
Mariella Memmi

lunedì 12 dicembre 2011

Auguri bambini!

Mi presento, sono Beatrice, lavoro da 4 anni in CIFA nell’ufficio di cooperazione internazionale allo sviluppo, inizialmente mi sono occupata dei progetti di CIFA in America Latina mentre negli ultimi anni mi sono occupata dei progetti di sensibilizzazione ed educazione ai diritti nelle scuole in Italia. Vorrei condividere alcuni commenti sulla festa di Natale che abbiamo appena festeggiato a Torino.

La festa di Natale di quest’anno è stata una festa speciale e credo che tutti, operatori e non, si siano accorti dell’attenzione che è andata ai veri protagonisti della festa di Natale del CIFA: i bambini!



Non è stato facile trovare le energie per organizzare in questi frangenti un momento di spensierata gioia per i nostri piccoli amici, ma tutti noi, come operatori, abbiamo messo il nostro tempo, la nostra attenzione e la nostra voglia di esserci in questa festa per i bambini.

Certo ci ha fatto piacere che le coppie siano intervenute nonostante il limitatissimo preavviso, che abbiano capito che provare ad organizzare la festa in un posto nuovo, per quanto abbia causato qualche sorpresa, è stata anche la voglia di dare un segno di discontinuità. Tutto è perfettibile, ma vedere arrivare le coppie con i loro piccoli e con le torte fatte in casa ci ha aiutato a entrare nel clima di festa. Tutti hanno portato il loro mattoncino! E noi siamo stati lieti di metterci la faccia, di metterci il nostro entusiasmo e la nostra fantasia.

Mai come questa volta i volontari e gli operatori sono stati orgogliosi di far vedere le varie facce dl CIFA, l’adozione ma anche la cooperazione, che si è raccontata attraverso i laboratori di disegno, per far ragionare i bambini sui loro diritti in modo semplice e “colorato”.

Ci siamo portati a casa, come operatori, tante lezioni. Una bimba, su un disegno coloratissimo ha scritto “oggi siamo tutti amici, ma tanto amici”.

Beh noi lavoriamo per questo CIFA, dove tutti si sentano liberi di esprimersi e si riconoscano in valori di amicizia, e solidarietà arrivandoci da percorsi diversi, adozione, cooperazione, educazione ai diritti, ma tutti diritti alla stessa meta…

Anche lo spettacolo, arrivato grazie al passaparola di un nostro volontario ha avuto successo: ha lasciato i piccoli a bocca aperta, facendoli sognare e portandoli in un mondo dove si è tutti uguali e tutti hanno diritto di giocare e sognare!

Nei miei anni in CIFA questa festa resterà sicuramente un ricordo prezioso di come, nonostante tutto, tutti - colleghi, volontari, famiglie – abbiano deciso di trascorrere un pomeriggio diverso perché a questo CIFA ci tengono, e ci credono.



Le tante domande di chiarimento a cui tanto i miei colleghi quanto personalmente, gentilmente abbiamo risposto, mi hanno fatto capire che  è possibile, anche se non facile, rispondere con i fatti, con sincerità e con la nostra professionalità a quanti stanno disegnando un CIFA che non ci appartiene, in cui non ci riconosciamo, dove logiche e interessi troppo lontano dagli interessi dei bambini hanno il sopravvento.

Io continuo a credere che la verità e la fiducia siano più forti delle strumentalizzazioni, dei dubbi instillati in chi non ha gli strumenti per difendersi, perché in una situazione di attesa facilmente strumentalizzabile, o perché lontano dall’associazione da molto tempo e quindi in balia, in buona fede, di blog o altre lettere affidate alla rete.

La mia motivazione per continuare a far parte di CIFA sono un bel numero di disegni che alcuni bambini mi hanno regalato alla festa!

Quando leggo che il CIFA dovrebbe tornare quello era, che chi sta demolendo il nostro lavoro e la nostra credibilità lo sta facendo per il bene del CIFA, che chi ha avuto per anni responsabilità dirigenziali nel CIFA adesso lo attacca fingendosi estraneo, che chi doveva occuparsi del libro soci adesso ne declama a gran voce la non completezza, che essere figlio adottivo o genitore adottiva ti dà di diritto una sorta di lasciapassare divino per sapere come governare l’ente o come gli operatori dovrebbero svolgere il loro lavoro, allora vorrei veramente tornare allo spettacolo di luci ed ombre “Il bruco e la farfalla”.

E vorrei che su alcune affermazioni di personaggi indegni il sipario calasse.

martedì 25 ottobre 2011

Pronto? Cifa!

Ciao a tutti, mi presento: sono Elisa e in CIFA mi trovate subito all’ingresso della sede di Torino.

Mi occupo di segreteria generale e in particolar modo di accoglienza a tutti coloro che intendono conoscere il nostro Ente ed eventualmente percorrere con noi un percorso di adozione, di sostegno di un bambino a distanza o di uno dei nostri progetti di cooperazione.

Quando sono arrivata, appena un anno fa, non conoscevo assolutamente la realtà del CIFA e le persone che quotidianamente ne fanno parte. Non credevo fosse possibile essere stregata così repentinamente dalle migliaia di bambini (quelli nelle foto appese alle mie spalle sono solo la minima parte), dai progetti, dalla vision e mission dell’Ente e per ultimo, ma non per questo meno importante, da tutti i colleghi.

Invece eccomi qui, perdutamente incantata da questa magia che si ripete giorno dopo giorno.

Siamo stati accusati ingiustamente da chi un tempo amava alla follia il CIFA, di fare preferenze tra le coppie, di avere delle coppie di serie A e di serie B, di usare toni poco cordiali, anzi arroganti, quando rispondiamo al centralino. Credo fermamente che la cordialità, l’educazione e l’empatia siano alla base della risoluzione di qualsiasi tipo di problema e della mia professionalità. Proprio per questo ogni giorno mi impegno affinché tutto questo non accada mai.

venerdì 21 ottobre 2011

Ho letto su un blog...

Ho letto su un blog alcune domande che riguardano la cooperazione internazionale di CIFA. Le domande sono garbate e corrette ed è giusto che io, il direttore della cooperazione di CIFA, provi a formulare una risposta che cerchi di spiegare e togliere possibili dubbi.
Il CIFA svolge azioni di cooperazione internazionale da quasi sette anni. Prima aveva una persona che si occupava di solidarietà. Una brava ragazza che gestiva alcune decine di sad e un paio di operazioni per lo più negli orfanotrofi in cui si adottava.
Quando mi fu dato il mandato di costituire una direzione per la cooperazione (e la comunicazione e il fund raising) chiesi a quel direttivo (di cui erano membri sia la signora Ambra Enrico che Gianfranco Arnoletti) se ben comprendevano in che ginepraio si stavano andando a mettere. La Cooperazione che proponevo era composta da diverse attività che avevano come focus i diritti dell’infanzia. Che sarebbero costate non moltissimi soldi, ma certamente un cambio di logica: il “core business” del CIFA sarebbe passato dall’adozione al bambino come soggetto di diritti e interessi superiori a ogni altro; di conseguenza la coppia genitoriale sarebbe diventata una alleata, ma non il punto focale delle attività di Cifa, che sarebbe stato il bambino.
Del resto era quello che chiedevano le convenzioni internazionali (anche in materia di adozione) e la legge italiana, ma era una svolta epocale: il CIFA sceglieva di non essere un “adottificio” (non è una critica: ce ne sono di ottimi) ma un ente che si occupava dei bambini e dei loro diritti a tutto tondo. Questa cosa avrebbe probabilmente influito anche sul volto pubblico (decisamente più gradito nei paesi da cui provenivano i bambini, i quali sapevano di permettere adozioni a chi si occupava anche dei piccoli che mai sarebbero giunti all’adozione)  ma era una scelta senza ritorno: quando decidi di aiutare i bambini non puoi, dopo un poco, dire che ti sei sbagliato, che i progetti messi in piedi non proseguiranno. Dovrai continuare, perché i tuoi progetti e i tuoi soldi, per quei bambini, sono la differenza fra la vita e la morte, fra la scuola e la strada, fra la serenità e lo sfruttamento!

[clicca qui per leggere per intero l'intervento di Marco Scarpati, direttore dell'ufficio cooperazione di Cifa]


giovedì 6 ottobre 2011

Ricordatevi la "R"!



Da qualche tempo si coltivava l'idea di realizzare uno spazio che potesse accomunare tutti coloro che collaborano e tengono al Cifa, uno spazio che accorciasse le distanze che innegabilmente ci sono, essendo il Cifa un ente operativo a livello nazionale. Ed ecco che nasce questo BLOG! Ringrazio quindi gli amici e colleghi che si sono impegnati affinchè questa idea si concretizzasse.
Mi chiamo Silvia R., è indispensabile presentarmi con l'iniziale del cognome perchè in Cifa le "Silvie" abbondano! Da febbraio del 2010 mi occupo della gestione delle procedure adottive in Cina, insieme ad altre due colleghe: un'équipe di segreteria tecnica numerosa per un solo Paese! D'altronde l'estensione territoriale e demografica dell'impero cinese non potevano portare ad altro!
Trovo utilissima la diffusione di questo spazio in questo particolare momento storico, sicuramente non felice per l'ente che rappresento e che mi rappresenta: tante parole stanno scorrendo dopo il 29 aprile scorso, alcune delle quali alquanto diffamanti e tristemente scorrette. Con questo blog i volontari, i dipendenti, i collaboratori, potranno mostrare a tutti coloro che sono interessati la vera sostanza del Cifa, potranno sciogliere dubbi e rispondere ai quesiti di tutti coloro che sentiranno la necessità di scrivere. 
Amo questo lavoro, mi ritengo fortunata per il rapporto che ho con i colleghi che a diverso titolo collaborano al nostro progetto, il progetto di aiutare tanti bimbi nel mondo e di dare una famiglia a chi ne ha bisogno. E' importante sottolineare che ognuno di noi crede profondamente in quello che fa e in questa mission. Ognuno di noi mette tutto sé stesso nel lavoro quotidiano, seppur commettendo errori: siamo pur sempre umani! Per cui sicuramente siamo migliorabili, anche grazie ai suggerimenti e alle critiche costruttive che abbiamo ricevuto, stiamo ricevendo, e riceveremo.
I tumultuosi eventi che hanno coinvolto l'associazione negli ultimi mesi hanno fatto riflettere tutti noi, e temere anche un pò per il futuro del nostro ente. Tuttavia ci sono serviti per acquisire maggiore consapevolezza di quanto il Cifa siamo noi dipendenti, volontari, collaboratori. Persone come me, che ho un'idea ben precisa sul "Cifa che vorrei" e sull'etica e la correttezza che i miei rappresentanti, in qualità di membri del Consiglio Direttivo, dovrebbero avere. Con questo spirito porto avanti il mio lavoro quotidiano, attendendo la convocazione della nuova assemblea che spero getti le basi per il Cifa stabile e affidabile che conoscevamo, indipendentemente da chi ne otterrà la dirigenza.

mercoledì 5 ottobre 2011

W il Cifa! W i bambini!

La storia di CIFA è fatta di decine di migliaia di bambini aiutati e supportati nel loro percorso di vita. Questi bambini hanno spesso ricevuto una nuova famiglia, o ancora sono stati aiutati a ottenere una vita più dignitosa o a realizzare il loro sogno.
In 30 anni tantissime persone hanno dato il loro contributo affinché tutto ciò fosse possibile.
Volontari, sostenitori, dipendenti e professionisti, tutti insieme, hanno creduto nel fatto che i bambini bisogna aiutarli e proteggerli sempre.
Essere parte di CIFA mi ha permesso e mi permette di fare qualcosa di concreto per promuovere i diritti dell’infanzia e promuovere una cultura dei diritti che metta sempre al centro il bambino sia in Italia sia nel resto del mondo.
CIFA è un bella realtà che nei prossimi 30 anni non potrà che migliorare.
Nessuno e per nessun motivo hai il diritto di indebolire e infangare questa bella realtà. Gigi

giovedì 29 settembre 2011

Cifa va avanti come sempre!

Un caloroso benvenuto... nella sede Cifa di Torino!

Gentili Signore e Signori, Noi dipendenti, collaboratori, professionisti e volontari di CIFA abbiamo deciso di dare voce alla nostra posizione in una situazione in cui il buon senso sembra aver ceduto il passo ad una follia che, se non controllata, potrebbe mettere in seria difficoltà una favolosa esperienza trentennale in favore dei bambini e delle bambine del mondo.

A partire dallo scorso 29 aprile, stiamo vivendo una situazione molto complessa e dolorosa che prescinde dalla nostra volontà e che nonostante tutto abbiamo affrontato con la professionalità, la serietà, la dedizione e lo spirito di abnegazione che ci ha sempre contraddistinti, affinché nessuna delle attività di adozione internazionale, cooperazione allo sviluppo e educazione ai diritti ne subisse la minima ripercussione. Lo stiamo facendo oggi e continueremo a farlo in nome del superiore interesse di ognuno dei bambini e delle bambine per cui ci impegniamo professionalmente ed emotivamente ogni giorno. Possiamo, dunque, assicurare che la piena operatività è garantita quotidianamente da tutti gli operatori che lavorano presso gli Uffici di CIFA e che tutte le attività sono svolte e saranno svolte regolarmente.

Ma, e lo diciamo con forza, non possiamo più tollerare una situazione in cui i valori e i principi stessi del nostro Ente sono continuamente messi in discussione, attaccati, minacciati e infangati.

Diciamo, quindi, a gran voce a chi sta mettendo in discussione l’onestà dell’ENTE e del nostro lavoro che saremo pronti a qualsiasi azione in qualsiasi sede per dimostrare la nostra serietà e la nostra trasparenza; lo ripetiamo la nostra ONESTÀ e con questa quella del CIFA.

Il CIFA è una cosa bella. E’ un’esperienza straordinaria. Ed è questo che vogliamo preservare. Ed è a questo che vogliamo dare continuità.

Una realtà che, come tutte le realtà complesse, ha le sue criticità. E’ una realtà certamente perfettibile nella sua straordinarietà.

Il CIFA siamo noi, lo sanno le migliaia di coppie che sono state da noi accompagnate nel loro percorso di genitorialità; lo sanno le migliaia di persone, di istituzioni pubbliche private che hanno sostenuto i nostri progetti di cooperazione per l’infanzia e lo sanno soprattutto le decine di migliaia di bambini e bambine che abbiamo accompagnato verso un futuro migliore grazie agli enormi sforzi che tutti noi abbiamo fatto nel loro superiore interesse.

Non vogliamo prendere certamente posizione rispetto ad una battaglia per il Governo dell’Ente che è immorale ed inaccettabile. Non parteggiamo né per gli uni né per gli altri.

Ma diffidiamo di chiunque che, candidandosi a governare il CIFA, abbia l’intenzione di dirigerlo avendolo infangato e continuando a infangarlo. Noi non lo accettiamo. Sia chiaro a tutti e a tutte.

Vogliamo garanzie certe che la prossima assemblea si svolga attorno ad un tavolo di confronto e non su un campo di battaglia. Se è vero che esistono anime diverse con diverse idee sulla gestione dell’Ente chiediamo che proprio in quella sede ci sia spazio per il confronto leale.

Il 29 aprile scorso abbiamo assistito ad uno spettacolo indecente che, a partire dalle modalità di convocazione dell’Assemblea fino ad arrivare ai risultati della stessa, ha rappresentato l’antitesi dei principi di trasparenza, di lealtà, di discussione, di confronto, in un concetto, di DEMOCRAZIA. Avevamo dimenticato che nel 2011, in Europa, in Italia, a Torino i conflitti, le divergenze di idee si potessero combattere così barbaramente.

Avevamo dimenticato che linee politiche non condivise potessero essere cambiate attraverso un colpo di stato e non con un dialogo interno capace di far prevalere idee altre e diverse.

Abbiamo assistito a un gioco al massacro che non vogliamo mai più vedere durante una riunione di un’Assemblea dei Soci di CIFA.

Ci chiediamo: ha o non ha questo Ente, i suoi associati, volontari, dipendenti il diritto di avere un organo politico capace di capirne la complessità, capace di riconoscersi nella visione e nella missione, capace di portare valore aggiunto ed esperienza sui temi dei diritti dell’infanzia, dell’adozione internazionale, della cooperazione internazionale, dell’educazione ai diritti?

Esiste questo diritto? Noi crediamo che non solo esista, ma che sia sacrosanto. Arrivando persino a disegnare un profilo che evidenzi i requisiti minimi previsti per rivestire gli incarichi di governo del CIFA. E non ci riferiamo solo a quelli previsti da leggi, decreti, regolamenti amministrativi – che ovviamente dovranno necessariamente essere tenuti in considerazione essendo il nostro uno stato di diritto – ma soprattutto a quelli che il CIFA si merita per diventare sempre di più una GRANDE associazione.

Bambini sostenuti attraverso i nostri progetti in Cambogia

Crediamo che qualunque sia il nuovo consiglio, in modo democratico, partecipato, trasparente, rispettoso, leale debba cogliere questa sfida. Crediamo che abbia il dovere morale per evitare che quanto il CIFA ha vissuto negli ultimi mesi non si ripeta MAI più.

Il CIFA che vogliamo è sempre più una GRANDE associazione che si occupa di BAMBINI e dei loro DIRITTI senza MAI dimenticare il superiore interesse di ogni bambino, la sua VISION e la sua MISSION.

Il CIFA che vorremmo è una grande associazione DEMOCRATICA, PLURALISTA, TRASPARENTE, EFFICACE ED EFFICIENTE.

Una CASA APERTA a chiunque abbia il desiderio di conoscerla. A chi in noi ha sempre creduto e a chi voglia conoscerci.

Noi siamo qui ogni giorno a lavorare mettendoci la faccia.

E continueremo a mettercela.

Adesioni degli operatori pervenute fino alle ore 17 di martedì 11 ottobre 2011

ANGELETTI SOFIA, ARNOLETTI SILVIA, BACCI MICHELA, BARBATO ELENA, BATTISTELLI ILARIA, BAZZOFFI ANGELA, BAZZOFFI MADDALENA, BAZZOFFI PAOLO, BEANI DONATELLA, BERRA RENATA, BISCEGLIA LUIGI, BOLOGNINI DANIELA, BOSCA FILIPPO, BOSINI KUMARI, BOSINI PIER PAOLO, BRATTA CATIA, BUFFAGNI ANTONELLA, CAMPAGNA ISABELLA, CAPRIATI CAMILLA, CARGIANI MARIA LUISA, CAVALLA DANIELA, CENTENARO VALENTINA, CERRUTTI GIANCARLO, CESINI CRISTIANA, CLEMENTE GIANNA, DANIELATO ELISA, DE PICCOLI PAOLA, DE FLORIO DANIELE, DI CURSI BARBARA, DRI ALVISE, FINOCCHIARO SIMONA, FISSORE AURELIANO, FORNELLI VALERIA, GALLUZZI MARTA, GEMMA BEATRICE, GEYMONAT CLAUDIO, GHISLANDI CATERINA, GIANNINI ALESSIA, GRAMEGNA PAOLA, INDORATO MATTEO, LORENZIN VALENTINA, MAGNANI MARA, MARCONI PAOLA, MARMETTO LINDA, MAURO DANIELA, MONTANI LUCA, NOBILE MONICA, PASCUCCI ALESSIA, PASTORI MARCO, PIACENTI LAURA, PIROMALLI DESIREE, PINNA RAFFAELLA, PROVENZALE VINCENZO, RAIMONDI LAURA, RIASSETTO CINZIA, RICCARDO SERGIO, RIVELA SILVIA, ROSSI ALEXANDRE, ROSSO ANNA, RUSSO EMANUELE, SANGION VALENTINA, SCARPATI MARCO, SERAFINO PASQUALE, SORMANO ELENA, STEMBERGER SILVIA, TORRESAN MARTINA, VOLPONI ELENA, ZAVANELLA FRANCA.