Mi presento, sono Beatrice, lavoro da 4 anni in CIFA nell’ufficio di cooperazione internazionale allo sviluppo, inizialmente mi sono occupata dei progetti di CIFA in America Latina mentre negli ultimi anni mi sono occupata dei progetti di sensibilizzazione ed educazione ai diritti nelle scuole in Italia. Vorrei condividere alcuni commenti sulla festa di Natale che abbiamo appena festeggiato a Torino.
La festa di Natale di quest’anno è stata una festa speciale e credo che tutti, operatori e non, si siano accorti dell’attenzione che è andata ai veri protagonisti della festa di Natale del CIFA: i bambini!
Non è stato facile trovare le energie per organizzare in questi frangenti un momento di spensierata gioia per i nostri piccoli amici, ma tutti noi, come operatori, abbiamo messo il nostro tempo, la nostra attenzione e la nostra voglia di esserci in questa festa per i bambini.
Certo ci ha fatto piacere che le coppie siano intervenute nonostante il limitatissimo preavviso, che abbiano capito che provare ad organizzare la festa in un posto nuovo, per quanto abbia causato qualche sorpresa, è stata anche la voglia di dare un segno di discontinuità. Tutto è perfettibile, ma vedere arrivare le coppie con i loro piccoli e con le torte fatte in casa ci ha aiutato a entrare nel clima di festa. Tutti hanno portato il loro mattoncino! E noi siamo stati lieti di metterci la faccia, di metterci il nostro entusiasmo e la nostra fantasia.
Mai come questa volta i volontari e gli operatori sono stati orgogliosi di far vedere le varie facce dl CIFA, l’adozione ma anche la cooperazione, che si è raccontata attraverso i laboratori di disegno, per far ragionare i bambini sui loro diritti in modo semplice e “colorato”.
Ci siamo portati a casa, come operatori, tante lezioni. Una bimba, su un disegno coloratissimo ha scritto “oggi siamo tutti amici, ma tanto amici”.
Beh noi lavoriamo per questo CIFA, dove tutti si sentano liberi di esprimersi e si riconoscano in valori di amicizia, e solidarietà arrivandoci da percorsi diversi, adozione, cooperazione, educazione ai diritti, ma tutti diritti alla stessa meta…
Anche lo spettacolo, arrivato grazie al passaparola di un nostro volontario ha avuto successo: ha lasciato i piccoli a bocca aperta, facendoli sognare e portandoli in un mondo dove si è tutti uguali e tutti hanno diritto di giocare e sognare!
Nei miei anni in CIFA questa festa resterà sicuramente un ricordo prezioso di come, nonostante tutto, tutti - colleghi, volontari, famiglie – abbiano deciso di trascorrere un pomeriggio diverso perché a questo CIFA ci tengono, e ci credono.
Le tante domande di chiarimento a cui tanto i miei colleghi quanto personalmente, gentilmente abbiamo risposto, mi hanno fatto capire che è possibile, anche se non facile, rispondere con i fatti, con sincerità e con la nostra professionalità a quanti stanno disegnando un CIFA che non ci appartiene, in cui non ci riconosciamo, dove logiche e interessi troppo lontano dagli interessi dei bambini hanno il sopravvento.
Io continuo a credere che la verità e la fiducia siano più forti delle strumentalizzazioni, dei dubbi instillati in chi non ha gli strumenti per difendersi, perché in una situazione di attesa facilmente strumentalizzabile, o perché lontano dall’associazione da molto tempo e quindi in balia, in buona fede, di blog o altre lettere affidate alla rete.
La mia motivazione per continuare a far parte di CIFA sono un bel numero di disegni che alcuni bambini mi hanno regalato alla festa!
Quando leggo che il CIFA dovrebbe tornare quello era, che chi sta demolendo il nostro lavoro e la nostra credibilità lo sta facendo per il bene del CIFA, che chi ha avuto per anni responsabilità dirigenziali nel CIFA adesso lo attacca fingendosi estraneo, che chi doveva occuparsi del libro soci adesso ne declama a gran voce la non completezza, che essere figlio adottivo o genitore adottiva ti dà di diritto una sorta di lasciapassare divino per sapere come governare l’ente o come gli operatori dovrebbero svolgere il loro lavoro, allora vorrei veramente tornare allo spettacolo di luci ed ombre “Il bruco e la farfalla”.
E vorrei che su alcune affermazioni di personaggi indegni il sipario calasse.


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