Immaginiamoci 2

lunedì 28 novembre 2011

Intervento di Marco Scarpati


Mi è stato comunicato che su un blog sarebbe uscita una intervista in cui Mr. Ngauv Chhiv, già referente per la Cambogia di CIFA onlus, dichiara che sarebbe stato costretto a licenziarsi da CIFA nel giugno 2010 per un mio ricatto perpetrato, a Phnom Penh, di fronte al presidente di CIFA Gianfranco Arnoletti (avrei detto: “o ti licenzi o io fermo gli aiuti ai bambini cambogiani”). A tale bugia egli aggiunge che mai la signora Ambra Enrico lo ha licenziato e che ora, senza più salario dal mese di ottobre, vive aiutando i bambini di strada grazie al sostegno di altri.
Strana forma di sindrome di Stoccolma quella dell’amico Chhiv, che io presentai al CIFA quando aprii per l’ente le adozioni in Cambogia. Al fine di meglio precisare i fatti a mia conoscenza vorrei formulare per l’ennesima, e spero ultima, volta la reale e documentata ricostruzione dei fatti.
Nel luglio 2010 Mr. Chhiv si dimise da presidente della ong cambogiana (della quale nessun italiano rappresentate di CIFA era membro) che gestiva la cooperazione di CIFA (e altri) in Cambogia. A tale scelta furono spinti dal governo cambogiano (per il quale andavano differenziati i soggetti che svolgevano la cooperazione e quelli che svolgevano l’adozione). Nulla di nuovo, per noi, giacchè in nessun paese al mondo Cifa gestisce, con le stesse persone, aiuti e pratiche adottive.
In precedenza doglianze erano state da me rappresentate alla ong da lui presieduta, in ordine alla non corretta contabilità, al non rispetto degli impegni di spesa, alla mancanza di adeguamento della struttura agli standard richiesti dalla UE e dagli organismi di cooperazione internazionale, alla non conoscenza di lingue straniere da parte dei 2 responsabili (amministrativo e  sad), agli scarsissimi controlli sui bambini seguiti nei sad, alle schede dei bambini scarne e spesso fatte a fotocopia una dell’altra.  Cose che, nel complesso, facevano perdere soldi e tempo alla struttura. A ciò si aggiunga che alcuni membri del Consiglio direttivo dell’ong avevano minacciato di andarsene se Chhiv non si fosse dimesso permettendo una riforma radicale dell’ente.
Malgrado tutto ciò mai ho sostenuto che avrei distolto somme dagli aiuti in Cambogia: innanzitutto perchè nessuno di noi è singolarmente padrone degli aiuti, e poi perché, come noto, i sad non si possono spostare in altro paese o interrompere a piacimento e, infine, perché erano appena stati finanziati 3 progetti da organismi pubblici e altri 3 erano stati presentati ad altrettanti finanziatori.
Avevo invece sostenuto che se la situazione non si fosse modificata avremmo dovuto costruire un’altra ong che gestisse gli aiuti, visto che il segretario di Stato, nel corso di un incontro a cui era presente anche Chhiv, ci aveva consigliato di regolarizzarci celermente (sembrava, allora, che la legge sulle adozioni sarebbe entrata in vigore a breve) per evitare incomprensioni e ritardi nel riconoscimento di CIFA.
La nuova gestione ha funzionato benissimo (stando anche alle dichiarazioni fatte a Phnom Penh sia dalla signora Enrico che dal signor Gandolfo): la ong attuale sta lavorando nel rispetto delle previsioni di bilancio, raffrontando sempre almeno 3 preventivi per ogni acquisto (cosa che ha permesso un risparmio di gestione di circa il 19%), aiutando un numero sempre maggiore di bambini (sono aumentati di circa il 20%), sostituendo il personale non adeguato con assunzioni fatte su bando, coinvolgendo una dozzina di volontari locali e internazionali, collaborando in rete con altre ong cambogiane e internazionali e avendo presentato autonome richieste di finanziamento alle cooperazioni di altri paesi (Giappone in primis) fondamentali per mantenere i livelli di aiuto nell’attuale momento di crisi economica Italiana ed europea.
Riassumendo: mai né io, nè Arnoletti, abbiamo provveduto a licenziare Mr. Chhiv nel giugno 2010, tant’è che egli ha ricevuto un regolare stipendio identico a quello precedente fino al settembre 2011. Quando, nel giugno 2011, ci si è incontrati a Torino non si è lamentato di nulla e ha ribadito, avanti al nuovo direttivo e altre persone dello staff di cooperazione, la sua amicizia nei miei confronti.
Prima di partire per la missione in Cambogia in settembre chiamai la signora Enrico su richiesta del presidente Arnoletti, e le chiesi se vi fossero novità introdotte da lei durante la sua direzione: ella mi comunicò che aveva provveduto a licenziare Chhiv. Lo riferii al presidente Arnoletti e quando giunsi a Phnom Penh convocai Ngorn (nominata da Ambra nuova responsabile al posto di Chhiv) per chiedere lumi:  Lei stessa mi ribadì che Chhiv era stato licenziato e che adesso lei era la responsabile. Le chiesi di far avere al presidente una nota delle spese e delle cose rimaste in sospeso (veicoli, stipendi…) e ragionammo dell’adozione, comunque sospesa fino all’estate 2011.
In data 2 ottobre, al mio rientro in Italia, il presidente di CIFA ricevette dalla signora Enrico, e mi fece avere per i seguiti di mia competenza, una mail di succinto passaggio di consegne, nella quale si legge la seguente frase
“Per quanto riguarda la Cambogia e la posizione di Chhiv, non ritengo che quanto ho da dire debba essere ascoltato dagli operatori. 
Ritengo invece fondamentale spiegare a tutto il direttivo per quale motivo ho provveduto ad allontanare Chhiv quale responsabile delle adozioni in Cambogia.”
La mail mi pareva chiara: Ambra comunicava al CIFA di avere allontanato (cioè licenziato) Chhiv (cosa peraltro ribadita anche in altra mail, successiva).
Spiace, pertanto, constatare che si continuino a raccontare bugie e che chi ha svolto tale scelta non se ne assuma pubblicamente la responsabilità. Chi mi conosce o ha letto i miei libri sa che è mio stile affrontare di petto le situazioni, anche le più dolorose e che riguardano amici e collaboratori: se avessi licenziato Chhiv me ne sarei assunto la responsabilità senza timori, mettendo nero su bianco i motivi della mia scelta. Ma questa scelta, nel bene o nel male, non l’ho fatta io.
Marco Scarpati - Direttore ufficio cooperazione - CIFA Onlus

15 commenti:

  1. fatti contro parole .

    anto

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  2. Grazie Marco.
    Per quanto indotta dalle recenti "novità" della rete, sono contenta che tu abbia ulteriormente specificato come sono andate le cose. Non tanto in risposta a chi vorrebbe riscrivere gli eventi, quanto per chi, da genitore adottivo, ha avuto modo di conoscere Chhiv e si trova oggi ad interrogarsi sul perchè non ricopra più alcun ruolo per Cifa.
    Sul contenuto di ciò che racconti, come dice anto, sono FATTI. Inconfutabili.

    Con fiducia, ma anche con apprensione per le logoranti vicende dell'Ente, invio un saluto a te e a tutto il settore cooperazione Cifa.

    Mara

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  3. Ho appreso che Munafo' e Gandolfo si sono ritirati dalla competizione elettorale per la presidenza del vostro ente. Questa vostra vittoria indiscutibile deve essere ancora completata dalla scomparsa di Ambra Enrico. Io sono un genitore adottivo molto noto in Firenze. Ne ho viste di tutti i colori in questi anni e capisco fin troppo bene quando dite che quella persona e' indegna di lavorare al vostro fianco. Un risultato importante lo avete conquistato con le unghie. Ma non vi basti, mi raccomando! Cifa e i nostri figli hanno bisogno di una direzione DEGNA. Sono con voi! Ps. Quando ci sara' l'assemblea? Giovanni

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  4. Ma se Ambra si fa indietro perchè resta nel consiglio direttivo? Mi sembra che Julianto stia ad Angelino Alfano come Ambra stia a Berlusconi. Detto poi da me, che ho pure votato Silvio e me ne vanto.... Ma siano meno falsi e cortesi e più diretti, questi piemontesi! Detto da me che ho una moglie piemontese!

    Zhong Guo Forever!

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  5. Marco, purtroppo, la vicenda Chiv fa male, molto male, perchè parliamo di una persona che ha fatto grandi cose, e vederlo strumentalizzato così fa ancora più male! Ho le sue foto a casa, con lui ho visto i progetti Cifa, a lui, tutti noi, genitori cambogiani, dobbiamo molto e immaginare cosa sta dietro a tutto questo...............non ci riesco! Mi fa male!
    Continuate così, noi siamo con voi!!!!

    E comprate il panettone solidale, è buonissimo!
    Alessandra

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  6. Non mi dite che vige la libertà di pensiero perchè lo so, credetemi! E non è mia intenzione tarpare nessuno, ma chiedere di "stare sul pezzo"...Scusate, questo è un post dedicato alla vicenda Chhiv! Sono altri che USANO questa storia pretestuosamente e per fini poco nobili. Non usiamola anche qui per parlare della dirigenza, della vergognosa querelle che sta discredreditando l'Ente e logorando le coppie in attesa.
    Qui si parla di un licenziamento, di una riorganizzazione di Cifa Cambogia, di questioni gestionali, di attività di cooperazione e di menzogne legate a questa faccenda...

    Mara

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  7. Ciao scusate il commento anche se OFF TOPIC. Ma tutti qua stanno parlando del blog "guardiamoci negli occhi" e nei suoi favolosi aggiornamenti. Volevo solo dire che, secondo me, i candidati per dirigere un ente come il Centro Internazionale per le Famiglie pro Adozione, o centro Internazionale per l'Infanzia e la Famiglia, come vogliamo chiamarlo (io lo porto comunque nel cuore) non possono essere tirati fuori dal cappello in un blog. Cos'è una lotteria? Un assalto al forte? Io ero stata adottata e mi avvicino (gallina invecchia ma fa sempre buon brodo) al trentesimo compleanno, ma non mi verrebbe mai in mente di candidarmi SUL SERIO a guidare CIfa! Specialmente se poi devo essere tenuta "per mano" da altri!!!!!!

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  8. Prendo la parola per salutare l'ennesimo colpo di scena di Ambra Enrico e dei suoi amici.

    Lo faccio con un certo stupore. La storia recente di Cifa ha inizio con un colpo di mano, per poi diventare, a settembre, una annunciata candidatura di Ambra alla presidenza e giungere recentemente ad un repentino dietrofront con cambio di mansioni e ruoli: chissà cosa accadrà ancora fino all'assemblea.

    Lo scenario lascia intravedere che questa sia solo l'ennesima puntata di cui Ambra ha reso protagonista il Cifa, senza che il Cifa vero, quello che lavora e che in silenzio, da anni, dà vita al diritto di tanti bambini di trovare i genitori, sia mai stato voglioso di tanti riflettori.

    In queste settimane il Consiglio Direttivo da me presieduto si è posto un obiettivo chiaro e semplice: preparare l'assemblea e portare avanti le tante attività quotidiane legate all'adozione ed all'aiuto dei bambini in difficoltà, ripristinando un clima di fiducia e stima tra i dipendenti e riportare sicurezza tra gli associati e le coppie che al Cifa hanno conferito il mandato adottivo.

    Il mio impegno e quello del Consiglio Direttivo da me presieduto è stato ed è, quello di trovare regole certe e a garanzia di tutti, chiarire con la CAI alcune situazioni recenti poco chiare e soprattutto ultimare l'opera di verifica dei soci, iniziata solo parzialmente e poi non portata a
    termine dal Direttivo presieduto da Munafo': fatto che ha creato disagi operativi notevoli e reazioni negative comprensibili da parte di molti amici di Cifa.

    Sono pronto a proseguire con molti altri l'opera di Cifa, la sua crescita e la sua continuità nel tempo, anche attraverso figure di rilievo che possano succedersi al sottoscritto nel delicato incarico di Presidente di una Ong che ha rapporti con una ventina di Paesi nel mondo: incarico che
    non si può abbozzare o improvvisare, che ha bisogno di esperienza e professionalità e che necessita di essere costruito proprio per rispetto alla storia ed al prestigio di Cifa e dei suoi interlocutori.
    (SEGUE - 1)

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  9. I nomi dei candidati li faremo quando le candidature verranno depositate nella certezza delle regole. Li condivideremo, ma non li anticiperemo informalmente, come sta accadendo, in un freddo e anonimo blog.

    Tutti voi comprendete che dopo il colpo di mano dell'ultima assemblea, Cifa non possa correr più alcun rischio. E' già abbastanza grave quello che cinque persone senza alcuna conoscenza della normativa in tema di adozione, guidate da Munafò, hanno costretto a far subire all'Ente. Quello che
    e' capitato a noi potrebbe capitare a qualsiasi altro ente italiano e sulla soluzione che sapremo dare molti enti predisporranno modifiche statutarie e proporranno innovazioni normative.

    Le prossime elezioni del nuovo consiglio direttivo sono ormai certezza.

    (SEGUE - 2)

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  10. Noi ci stiamo avvicinando a questa data senza il livore e gli atteggiamenti eccessivamente rissosi o ultimativi che hanno contraddistinto le comunicazioni telefoniche fatte dalla candidata e dai suoi compagni alle famiglie e i commenti gratuiti e dannosi che si sono succeduti sui forum e da cui mi sono dissociato da subito.

    Commenti che hanno trovato tutti i dipendenti (tutti) sdegnati perchè non si sono riconosciuti nelle accuse gratuite mosse all'associazione. Non bastano slogan e affermazioni prime di riscontri per modificare la realtà; è un modo di agire che non condividiamo ed in cui non ci siamo mai riconosciuti.

    (SEGUE - 3)

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  11. Il confronto pubblico sui temi e sui destini dell'ente ci sarà perché ci crediamo fermamente e perchè sarà utilissimo raccontare alle famiglie con precisione gli obiettivi reali e le prospettive che ogni lista intende proporre. La presenza dei requisiti di legge nei candidati, e le loro specifiche esperienze.

    Invito tutti - nel frattempo - a documentarsi, bene e con i documenti alla mano, su quello che e' accaduto in questi mesi, sul ciò che Cifa ha vissuto e sta vivendo e sul fatto che il 'passo indietro' di Ambra Enrico, Salvatore Gandolfo, Antonio Munafo' rappresenta una ulteriore conferma di ciò che noi dicevamo da tempo peraltro nelle sedi opportune, e non usando indecorosamente internet.

    Siamo contenti di questa ammissione palese di Enrico, Munafò e Gandolfo anche se fa sorridere il tentativo goffo di mascherare il gesto con un presunto atto di "generosità" che, a ben vedere propone un bucolico ritorno ad un Cifa che non ha alcun futuro, non è adeguato ai compiti
    di legge e neppure, in verità, è mai esistito. Anche questo è sintomatico dello stile di chi ha guidato il Cifa per quattro mesi dopo il golpe del 29 Aprile.

    Buon lavoro e a presto.
    Un cordiale saluto.
    Gianfranco Arnoletti

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  12. Buonasera,
    ho molto rispetto per il suo ruolo all'interno del Cifa e leggo sempre il suo punto di vista.
    Mi scusi se ancora non capisco e le chiedo conferma della mia interpretazione:
    1) il Signor Chhiv é stato licenziato dalla sig.ra Enrico
    2) lei aveva comunque segnalato tempo prima che mancavano requisiti essenziali sul lavoro svolto dal signor Chhiv

    Ma se ciò fosse vero, non significa che comunque entrambi le parti concordavano sul 'mal funzionamento' dell'operato?
    E se così fosse perché si continua a parlare di questo fatto?

    Mi puó anche rispondere alla mia mail personale, non mi interessa la vetrina.
    Se lo fará ne saró grata.

    Grazie mille.

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  13. (dopo il post di Arnoletti non penso di andare molto off-topic)

    Buon lavoro anche a voi,

    vi ho ascoltato a Roma e ho molto apprezzato lo stile di non gettare fango sugli assenti.
    Cosa che non si può dire di altri.
    Anche questa storia dei "faccio un passo indietro perché mi sta a cuore l'ente", ma poi non si avevano i requisiti per essere eleggibili, e dei "gesti di umiltà", ma poi se vincono vogliono stare nel direttivo, mi lascia sempre più sorpreso di quante capriole può fare una persona per rimanere a galla.
    In bocca al lupo a tutti gli operatori, ai volontari, ai collaboratori italiani e non italiani e all'attuale direttivo.

    Gianni

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  14. (Sì, vabbè... Gianni, non vale! Se mi va OT il Presidente allora.... ci vado pure io!!!)

    Ho apprezzato il silenzio che sino a ieri è stato da Lei tenuto su questa deprecabile, assurda e triste vicenda della dirigenza. Bene ha fatto a non prestare il fianco all'altrui delirio di questi mesi, in rete e fuori dalla rete.
    Detto questo mi auguro che l'assemblea possa concretizzarsi in tempi brevi, perchè il logorio e l'incertezza non fanno bene a nessuno.
    Auguro anch'io all'Ente (e quindi anche a lei)un buon lavoro ed un buon proseguimento.

    Mara

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  15. Come noto io sono il responsabile della cooperazione di CIFA, e il signor Chhiv non era un mio dipendente. Alla associazione cambogiana che lui presiedeva avevo fatto alcune osservazioni in merito alle questioni già ripetutamente elencate, nel febbraio 2010.
    Nel luglio del 2010 Chhiv si è dimesso da presidente della ong costituita in Cambogia assieme ad altri.
    Nessuno lo aveva licenziato dall'incarico che aveva per CIFA, che era quello di responsabile delle adozioni in Cambogia. Il suo stipendio non ha ricevuto alcuna modifica nel luglio 2010
    Dall'incarico di responsabile delle adozioni è stato allontanato da Ambra, con una telefonata, a fine agosto 2011, ricevendo il preavviso contrattuale di un mese. A conseguenza di ciò dal mese di ottobre il CIFA ha cessato di pagargli lo stipendio e gli ha chiesto di chiudere i conti bancari a lui intestati a nome di CIFA Onlus in Cambogia necessari per svolgere le adozioni.
    Le motivazioni che Ambra ha addotto per il licenziamento non sono a mia conoscenza, come si evince dalla lettera che ho riportato, a firma della signora Enrico. Certamente non possono riguardare le segnalazioni che io avevao fatto un anno e mezzo prima che non avevano alcuna connessione con il suo incarico di responsabile delle adozioni di CIFA.
    Spero di essere stato chiaro e di avere risposto alle sue osservazioni-
    Marco Scarpati

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