Immaginiamoci 2

giovedì 16 febbraio 2012

A proposito di Sophorn e "WAC"

1- Il giorno 10 febbraio Sophorn scrive un post su Facebook, riportato dal blog "Guardiamoci negli occhi", che tradotto in italiano (da coloro che pubblicano sul suddetto blog) attesta:


"Cifa non mi ha licenziato ma penso che non mi vogliano a lavorare con loro. Ho smesso di lavorare con il Cifa perché abbiamo idee diverse. E’ vero non posso lavorare nello stesso posto e con le persone della cooperazione, l’ho già detto al presidente Arnoletti chiedendo di spostare l’ufficio adozioni fuori dagli uffici della cooperazione ma loro non sono d’accordo.
Certo tutti lavorano per il denaro ma il denaro non può comperare tutto e ancora non vuol dire che per denaro la gente fa qualsiasi cosa. Sono Sophorn, lavoro con il cuore e un grande sentimento.Il denaro può comperare tutto ma non Sophorn.

310$ sono molto denaro per il Cifa, è quello che ci danno, ma per me e Ngorn è poco poiché noi non lavoriamo per il denaro, noi lavoriamo con il cuore e per I bambini. Da quando ho lasciato il Cifa sono senza lavoro, non sto lavorando per nessuna altra organizzazione. Secondo me WAC è l’associazione che lavora veramente per I bambini cambogiani, mi piacerebbe aiutare WAC come volontaria (Volontaria = lavorare con il cuore per lo sviluppo senza il denaro o altro compenso, questo è diverso dalla parola dipendente, perché dipendente vuol dire lavorare e avere un salario). Non ricevo nulla da WAC ma aiuto WAC perché voglio continuare ad avere contatti con I bambini adottati in Italia e inoltre è una piccolo cosa che posso fare per l’umanità. Poiché Cifa ha molti problemi in Italia e anche in Cambogia, io non ho rapporti particolari con Ambra Enrico. Ma è normale che la saluti e le chieda come sta, o no?

La (Ambra Enrico) considero anche un po’ come una mamma perché quando ero in Italia si è occupata di me come una figlia e non solo lei ma anche Arnoletti e la sua famiglia, anche loro mi hanno considerata un membro della loro famiglia quando ero in Italia.

Allora non posso avere nessun rapporto con loro? E’ sbagliato? Perche mai? Se smetto di lavorare con Cifa vuol dire che devo anche smettere di avere rapporti con tutte le persone in Italia?

NO. Se i dipendenti del Cifa vogliono sapere la verità, me la chiedano direttamente prima di pubblicare informazioni che non sono vere."



2 - Sempre su Facebook, ma non riportato su "Guardiamoci negli occhi", Sophorn aggiunge (lasciamo la versione originale in inglese):


[...] I don't care about what CIFA and WAC done, because I know that all the thing that happend it just the war between CIFA and WAC, And I am not a soldier of them. [...]


3 - Su "Guardiamoci negli occhi" compare, ancora, il seguente post:

Il giorno 8 febbraio 2012 un anonimo individuo non trovando evidentemente altri argomenti o altro da fare ha gettato gratuitamente un po’ di fango oltre che sulla solita Ambra anche su due persone, Chhiv e Sophorn, che si trovano a migliaia di chilometri dall’Italia e che non hanno la possibilità di replicare, almeno nell’immediato. Non vogliamo assumere il ruolo di difensori d’ufficio di nessuno ma riteniamo doveroso esprimere la nostra totale solidarietà verso tre amici che tanto hanno fatto per i nostri figli.

Sul contenuto dell’articolo non c’é molto da dire: nessun scoop, un po’ di balle e tanto veleno.

Sophorn stessa in una lettera che qualche settimana fa ha inviato a un po’ di coppie adottive italiane ha spiegato che non è stata licenziata ma si è dimessa non accettando il contratto che le era stato proposto. Ha spiegato anche altre cose ma queste non sono state riportate dall’anonimo e distratto scriba.

La verità è che con quel gesto lei ha dimostrato molta più dignità e coraggio di tante persone che predicano bene e razzolano male.  

 Sophorn è una volontaria di WAC che non ha, e di conseguenza non retribuisce, alcun rappresentante, dipendente, collaboratore, professionista o consulente. Potrà apparirvi strano ma siamo tutti volontari, nessuno percepisce compensi, paghiamo noi tutte le spese e la totalità delle donazioni raccolte viene inviata in Cambogia e destinata a favore dei bambini.

Il denaro viene inviato ad una ONG locale “Le Restaurant des Enfants dela Rue”, riconosciuta nel 2010 dal Ministero dell’Interno cambogiano, il cui Presidente onorario è la signora Kim Chanthou, moglie del Segretario di Stato del Ministero degli Affari Sociali signor Nim Toth. 

Ambra aiuta e ha sempre aiutato i bambini e i genitori adottivi. Tutti i bambini e tutti i genitori, della Cambogia, del Brasile, della Russia, della Cina, ecc… indipendentemente dalle persone, dalle famiglie, dagli enti o dalle istituzioni che le abbiano chiesto un supporto o le abbiano messo i bastoni fra le ruote per invidia, cattiveria o semplicemente stupidità.

 In quanto a Chhiv lui non apprezzerebbe troppe parole.

Il giorno 8 febbraio mentre un individuo che non aveva il coraggio di firmarsi spargeva veleno il Ristorante dei Bambini di Strada, grazie a Chhiv, era in piena attività:

    237 pasti erogati;
    19 bambini hanno fatto un bagno;
    6 bambini hanno tagliato i capelli;
    Sono stati distribuiti 2 vestiti nuovi;
    20 bambini dopo i pasti hanno giocato, disegnato o letto un libro;
    8 bambini hanno imparato ad usare una macchina da cucire o un computer;
    Pasto del giorno: riso con zuppa sour
    Dolce: Lort Angkor;
    Spesa giornaliera: $ 158,62 equivalenti a € 119,38 equivalenti a €0,50 a pasto;
    Spese extra: $ 21,75 per medicine e $ 20,80 per lavagnette bianche;

A 13 neonati figli di madri sieropositive è stato garantito l’allattamento. WAC e LRDE (Les Restaurant des Enfants) garantisco2 kg. di latte a settimana per ogni neonato.

Dal primo febbraio 2010, giorno di inaugurazione del Ristorante, sono stati erogati circa 85.000 pasti e 120 bambini di strada sono stati mandati a scuola.

 Questi, e solo questi, sono i motivi che tengono insieme Chhiv, Sophorn, Ambra e tutti noi.



4 - La nostra risposta:


Prendiamo atto che WAC sta lavorando bene con l'attività del ristorante Des Enfants de la rue di Chhiv Ngauv che garantisce un pasto giornaliero a tanti bambini di strada di Phnom Pehn.

Ne siamo molto felici e speriamo che abbia sempre più successo.

Quello che non comprendiamo e' perché ciò sia collegato al Cifa che svolge altre attività e che si occupa, oltre che di cooperazione in molti Paesi, di adozione internazionale in qualita' di ente autorizzato.

PS. Nello stesso giorno Cifa ha aiutato migliaia di bambini in diversi Paesi e in tutto l'anno scorso hanno trovato famiglia 334 bambini.

Maria Paola Maurino

5 commenti:

  1. [...] I don't care about what CIFA and WAC done, because I know that all the thing that happend it just the war between CIFA and WAC, And I am not a soldier of them. [...]

    Non tutti sanno l'inglese, sapete?

    [...] Non mi interessa quello che hanno fatto CIFA e WAC. So che tutte le cose che sono accadute sono soltanto la guerra tra CIFA e WAC, e io non sono un loro soldato [...]

    Una domanda: ma guerra DE CHE?
    Ma questa WAC perchè non fanno gli affari loro?

    Vediamo se me lo bloccate...

    Ruggero

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  2. Che bello spettacolo..... Che cosa devo fare per meritarmi anch'io un pò di denigrazione sul blog di Ambra?
    Mi chiamo Giuseppe, ho adottato nel 2004, sono nel direttivo di una piccola associazione di beneficenza in Lombardia e ho fatto venire i capeli bianchi a diversi miei amici e collaboratori (i pochi che ancora non liavevano bianchi per l'età, ahimè) quando ho spiegato del colpo di stato in Cifa. A quelli più critici è bastato far leggere il blog "Guardiamocinegliocchi.worpress.com" e tutto è stato chiaro. I signori che ne sono titolari forse non capiscono che scrivere certe cose è come tirarsi una zappa sui piedi...... Meno male per i dipendenti di Cifa che esiste Gaurdiamocinegliocchi! Beppe

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  3. Grazie, grazie davvero ai dipendenti di Cifa.
    C'è da farsi girare la testa a leggere tutto e il contrario di tutto.
    Mi rendo conto che ci vuole tempo a leggere ma chi ha pazienza e lucidità il quadro ora riesce ad averlo, e ben definito.
    Provo a riassumerlo questo bel quadretto.
    Insomma, un gruppetto di persone che hanno adottato in Cambogia con Cifa si ritrova ad aprire un ristorante per aiutare in quel Paese i ragazzi di strada, quasi per sdebitarsi del fatto che i loro figli provengono da quella terra che hanno imparato ad amare.
    E come pensa di aiutarli questi ragazzi? Creando una onlus (Wac).
    Di onlus come questa Wac ce ne sono migliaia in Italia: si occupano di miriadi di situazioni, dall'assistenza sanitaria a quella agricola, dagli aiuti alle infrastrutture alla beneficenza agli interventi in aree colpite da eventi naturali gravi e calamitosi, alla cultura, a tanto altro.
    E ben vengano!
    Ma da questo a fare altro ce ne passa: ve la immaginate una piccola associazione che si occupa di aiuti sanitari provare a conquistare Emergency, tanto per fare un esempio? Impensabile!
    Invece no, qualcuno di Wac prova a fare il colpo in Cifa. Ma la CAI li blocca, gli dice che stanno guidando senza patente e il Tribunale li fa scendere dalla macchina nell'arco di qualche mese: reazione velocissima, come se li avessero beccati in flagrante appena messa la marcia alla macchina.
    Ecco perché dico grazie ai dipendenti di Cifa, a questo loro blog che permette di ospitare il racconto completo della vicenda Sophorn da parte della signora Maurino, mica una qualsiasi, una colonna storica del Direttivo Cifa, la Vice Presidente.
    Perché il punto sta proprio qui: cosa c'entra l'attività di un ristorante gestito da cambogiani e finanziato da una minuscola onlus italiana con la smania di questi finanziatori di ristoranti di conquistare la gestione di Cifa, del primo e più importante ente italiano di adozioni?
    Vogliono aprire dieci ristoranti? Che lo facciano, se sono talmente bravi da raccogliere soldi in Italia per questo scopo. In fin dei conti un po' di esperienza se la son fatta: a maggio alla festa degli alpini vendevano salamelle ai banchetti qui a Torino.
    Non ho mai visto un gruppo di finanziatori di un ristorante trasformarsi in ente di adozione internazionale, neanche nei giochi di magia. E le parole a volte hanno la capacità di apparire magiche, di incantare. Ma poi sono destinate ad evaporare, esattamente come un gioco di prestigio che deve lasciare spazio alla realtà.
    I dipendenti di Cifa hanno già detto cosa pensano anche su chi il colpo lo ha tentato l'anno scorso e gli stessi dipendenti di Cifa quando scrivono qui non mi pare che abbiano reticenze e omissioni: sono molto legati alla realtà dei fatti.
    Il pezzo di frase che mancava di Sophorn e che sul blog della signora Enrico e dei suoi compagni di avventura è stato omesso cambia radicalmente il senso del discorso di Sophorn: parla di lotta di Wac con Cifa. Perché questa notizia monca, perché queste informazioni a metà su quel sito? Segue

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  4. Continuo. È questo il sistema di dare le notizie del gruppo di persone di una minuscola onlus per tentare di nuovo l'assalto al Cifa? Omettendo una parte dei discorsi se ne altera il senso, pur apparentemente mantenendo un filo logico anche se di tutt'altro tenore.
    È una storia vecchia come il mondo. Grigia, in bianco e nero, tristissima come l'immagine di quel sito, quasi inquietante.
    Se non ci fosse di mezzo la solidarietà verrebbe da riderci su.
    Ma oltre alla solidarietà ci sono di mezzo i bambini e la voglia di ridere mi passa di brutto.
    Mi aveva molto colpito l'articolo di luglio sulla Stampa, oggi mi è tornato in mente: qualcuno non l'ha ancora letto? Eccolo qua http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/413769
    Il modo di dare notizie del sito dove imperversa la signora Enrico non mi piace, non posso pensare di dare fiducia a chi crede già soltanto di comunicare in questo modo.
    L'altra cosa che mi ha colpito è l'insistenza a chiedere il confronto ripetuto su quel sito: ultimamente pure con la richiesta di estendere il confronto anche con la presenza di chi ha guidato il Cifa per quattro mesi e poi messo alla porta perché senza patente: quando mai si è vista una cosa del genere da parte di persone che hanno detto di fare un passo indietro?
    Spero che Arnoletti e la sua squadra non accettino confronti fino a che le candidature non saranno ufficiali.
    Ho solo usato qualche minuto del mio tempo lasciando fuori giudizi e pregiudizi, niente rispetto al tempo e alla passione di voi in Cifa. L'ho usato questo tempo e ora sono soddisfatto delle conclusioni a cui sono giunto.
    Non ci possono essere omissioni nella chiarezza della comunicazione di informazioni fondamentali perdipiù che giungono dall'altra parte del mondo.
    È cifasiamonoi che sostiene la scelta giusta per il futuro dell'adozione internazionale e della vera cooperazione.
    In bocca al lupo, da parte mia il massimo appoggio per le prossime elezioni al Presidente Arnoletti e alla qualificatissima squadra che compone il vostro progetto per il futuro di Cifa.
    Ancora grazie Cifa. Per tutto ciò che fate.
    Pierluigi

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  5. Ho appreso la notizia che al confonto tra i candidati Ambra e amici non intendono presentarsi. Ho saputo, inoltre, che qualche giorno fa avrebbero impugnato la convocazione dell'Assemblea.
    Non ci capisco più. Mi viene il sospetto che non vogliano riconoscere le regole del gioco. Sono davvero preoccupato per come verrà gestita l'Assemblea con questi che rifiiutano ogni tipo di confronto e le banali regole delle convivenza.
    Non è il caso di chiedere a qualche ente di presenziare al voto (modello osservatori OSCE)? La posta in gioco è enorme e non potete permettervi il lusso di lasciare che chiunque faccia ciò che gli passa per la testa.

    Mario M.

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