Immaginiamoci 2

lunedì 16 aprile 2012

Assemblea CIFA: 721 a 104!

L'assemblea dei soci di CIFA Onlus ha confermato a stragrande maggioranza Gianfranco Arnoletti come Presidente, con i consiglieri Maria Paola Maurino, Sandro Giannini, Marco Scarpati e Michela Bacci.

Risultato: 721 VOTI A FAVORE contro i 104 dell'altro candidato in lizza.

Un GRAZIE sincero, da parte di tutti noi, alle nostre famiglie e a tutti i presenti, arrivati da ogni parte d'Italia, per la partecipazione civile, attiva e numerosissima all'assemblea!

E ora al lavoro... come sempre! 

Grazie alle Uova... arrivate rotte!

Una mail inviata dai nostri sostenitori di Gallarate: un piccolo incidente di percorso... risolto in maniera solidale!

Quando mi hanno recapitato le 13 uova di Pasqua del Cifa che avevo ordinato e mi sono resa conto che ben 8 erano rotte ero veramente disperata. Non sapevo proprio cosa dire alle amiche che me le avevano chieste e mancava solo  una settimana a Pasqua... ma come spesso accade non tutto il male viene per nuocere e, grazie alla sensibilità del Cifa, quello che consideravo un disastro è mutato in una  grande fortuna.

Quelle uova rotte hanno permesso di regalare un po’ di gioia ai bambini che abitano nella Comunità Protetta Mamma e Bambino vicino a casa nostra, a Gallarate. Siamo andati a trovarli con mio figlio Sokmean e Margherita Silvestrini, l’Assessore ai Servizi Sociali del nostro comune che ha reso possibile questo incontro.


Non avrei mai immaginato quante emozioni può suscitare una visita come questa. Quando siamo entrati ci stavano aspettando: c’erano bambini piccoli con la mamma e più grandicelli che vivono in comunità da soli. Sokmean ha consegnato le uova, uno per uno venivano a prenderle timidi e silenziosi. Ho provato una piacevole sensazione nel vedere quei piccoli sguardi tramutarsi da timorosi a sorridenti, felici di ricevere un regalo inatteso, ho provato  tanto turbamento nel conoscere le storie dietro quegli sguardi, storie di sofferenza, di abbandonie di violenza, storie purtroppo non ancora superate.

Grazie Cifa, per avere regalato un momento di felicità a dei bambini che forse non l’hanno mai provata e per aver dato a me la possibilità di vivere una esperienza che non dimenticherò facilmente.

Gallarate, 12 aprile 2012
Mariella Memmi

mercoledì 11 aprile 2012

A domenica 15: noi ci saremo!

Arrivederci a domenica prossima, per le votazioni del Consiglio Direttivo di Cifa!
A partire dalle 9:30 potrete incontrarci nella sede scelta per l'Assemblea, ovvero la sala "Il Cortile" dell'Ippodromo di Vinovo (TO).
Vi aspettiamo!

I dipendenti, volontari e collaboratori di Cifa.

venerdì 6 aprile 2012

L'Assemblea e il futuro di Cifa

Noi dipendenti, volontari e collaboratori di Cifa salutiamo con favore la prossima convocazione dell’Assemblea per eleggere il nuovo Consiglio Direttivo della ONG in cui lavoriamo, e per cui ci spendiamo quotidianamente.

Il nostro lavoro è sempre continuato nonostante il clima difficile, nonostante l’aver dovuto raddoppiare gli sforzi. E quest’anno così difficile ha avuto il merito di vederci uniti, come motore e cuore della nostra associazione, o ente, o ONG, o come vogliamo chiamare questa bellissima cosa che è il nostro Cifa. Ci ha anche permesso di ripensare alla nostra attività e di proporne alcune migliorie. Ci ha dato lo slancio e la forza di chiedere l’integrazione di alcuni rappresentanti dei dipendenti all’interno del Consiglio Direttivo, obiettivo che siamo riusciti a raggiungere e che, ne siamo sicuri, è un fattore di crescita e consolidamento dell’associazione. I due rappresentanti scelti sono stati Michela Bacci e Marco Scarpati.

Ora, dopo la nuova Assemblea, confidiamo in un nuovo inizio per il nostro Ente, con rinnovata fiducia nei confronti del nostro lavoro, delle famiglie e dei partner di Cifa.

Vogliamo un Cifa solido, proiettato verso il futuro, di cui le famiglie e i partner si possano fidare, gestito da persone trasparenti e capaci, la cui trasparenza è “certificata” dagli stessi dipendenti, per il quale noi stessi siamo scesi in campo e per il quale siamo stati e saremo sempre pronti a metterci la faccia.

Ringraziamo ancora tutti coloro che, apprezzando il nostro lavoro, hanno così apprezzato l’opera di Cifa a favore dei bambini in tutto il mondo. E arrivederci all’Assemblea!

giovedì 1 marzo 2012

Un riconoscimento ad Anli


Durante la sua visita in Italia la signora Ma Anli, capo rappresentante di Cifa nella Repubblica Popolare Cinese, riceve una targa di riconoscimento dal Presidente Gianfranco Arnoletti e dalla Vice Presidente Maria Paola Maurino.

martedì 28 febbraio 2012

Una mail... come tante!

Pubblichiamo una mail ricevuta da una delle nostre famiglie, la cui "attesa" è finalmente terminata. Una mail semplice e sincera, come spesso ne riceviamo, come mai ci stanchiamo di ricevere.
Chi scrive è Tommasina Mallozzi e Papa Giuseppe che con la presente vogliono esprimere il loro ringraziamento e stima nei confronti di codesto Ente, al quale avevano affidato il mandato per una “speranza” che da ieri 22 febbraio si è tradotta in una realtà. Difatti dal 22 febbraio, giorno della emanazione della sentenza, i sottoscritti sono genitori di un bel bambino di nome ROMAN.
Uno speciale, caloroso e unico RINGRAZIAMENTO va al CIFA di Roma che con il suo  Responsabile, il suo  staff e la responsabile CIFA in Irkutsk (Fed. Russa) ci hanno assistito dandoci la massima disponibilità per tutta la procedura, mettendo a disposizione sia il loro tempo che la loro esperienza, soprattutto nei momenti di difficoltà, che non sono stati pochi, in maniera discreta, a volte, e in maniera più risoluta, altre volte, hanno assicurato sempre tutto il loro sostegno e presenza.
I neo genitori, in attesa di andare a prendere il loro bambino, di nuovo ringraziano.
Con affetto e stima.
Tommasina Mallozzi e Giuseppe Papa

giovedì 16 febbraio 2012

A proposito di Sophorn e "WAC"

1- Il giorno 10 febbraio Sophorn scrive un post su Facebook, riportato dal blog "Guardiamoci negli occhi", che tradotto in italiano (da coloro che pubblicano sul suddetto blog) attesta:


"Cifa non mi ha licenziato ma penso che non mi vogliano a lavorare con loro. Ho smesso di lavorare con il Cifa perché abbiamo idee diverse. E’ vero non posso lavorare nello stesso posto e con le persone della cooperazione, l’ho già detto al presidente Arnoletti chiedendo di spostare l’ufficio adozioni fuori dagli uffici della cooperazione ma loro non sono d’accordo.
Certo tutti lavorano per il denaro ma il denaro non può comperare tutto e ancora non vuol dire che per denaro la gente fa qualsiasi cosa. Sono Sophorn, lavoro con il cuore e un grande sentimento.Il denaro può comperare tutto ma non Sophorn.

310$ sono molto denaro per il Cifa, è quello che ci danno, ma per me e Ngorn è poco poiché noi non lavoriamo per il denaro, noi lavoriamo con il cuore e per I bambini. Da quando ho lasciato il Cifa sono senza lavoro, non sto lavorando per nessuna altra organizzazione. Secondo me WAC è l’associazione che lavora veramente per I bambini cambogiani, mi piacerebbe aiutare WAC come volontaria (Volontaria = lavorare con il cuore per lo sviluppo senza il denaro o altro compenso, questo è diverso dalla parola dipendente, perché dipendente vuol dire lavorare e avere un salario). Non ricevo nulla da WAC ma aiuto WAC perché voglio continuare ad avere contatti con I bambini adottati in Italia e inoltre è una piccolo cosa che posso fare per l’umanità. Poiché Cifa ha molti problemi in Italia e anche in Cambogia, io non ho rapporti particolari con Ambra Enrico. Ma è normale che la saluti e le chieda come sta, o no?

La (Ambra Enrico) considero anche un po’ come una mamma perché quando ero in Italia si è occupata di me come una figlia e non solo lei ma anche Arnoletti e la sua famiglia, anche loro mi hanno considerata un membro della loro famiglia quando ero in Italia.

Allora non posso avere nessun rapporto con loro? E’ sbagliato? Perche mai? Se smetto di lavorare con Cifa vuol dire che devo anche smettere di avere rapporti con tutte le persone in Italia?

NO. Se i dipendenti del Cifa vogliono sapere la verità, me la chiedano direttamente prima di pubblicare informazioni che non sono vere."



2 - Sempre su Facebook, ma non riportato su "Guardiamoci negli occhi", Sophorn aggiunge (lasciamo la versione originale in inglese):


[...] I don't care about what CIFA and WAC done, because I know that all the thing that happend it just the war between CIFA and WAC, And I am not a soldier of them. [...]


3 - Su "Guardiamoci negli occhi" compare, ancora, il seguente post:

Il giorno 8 febbraio 2012 un anonimo individuo non trovando evidentemente altri argomenti o altro da fare ha gettato gratuitamente un po’ di fango oltre che sulla solita Ambra anche su due persone, Chhiv e Sophorn, che si trovano a migliaia di chilometri dall’Italia e che non hanno la possibilità di replicare, almeno nell’immediato. Non vogliamo assumere il ruolo di difensori d’ufficio di nessuno ma riteniamo doveroso esprimere la nostra totale solidarietà verso tre amici che tanto hanno fatto per i nostri figli.

Sul contenuto dell’articolo non c’é molto da dire: nessun scoop, un po’ di balle e tanto veleno.

Sophorn stessa in una lettera che qualche settimana fa ha inviato a un po’ di coppie adottive italiane ha spiegato che non è stata licenziata ma si è dimessa non accettando il contratto che le era stato proposto. Ha spiegato anche altre cose ma queste non sono state riportate dall’anonimo e distratto scriba.

La verità è che con quel gesto lei ha dimostrato molta più dignità e coraggio di tante persone che predicano bene e razzolano male.  

 Sophorn è una volontaria di WAC che non ha, e di conseguenza non retribuisce, alcun rappresentante, dipendente, collaboratore, professionista o consulente. Potrà apparirvi strano ma siamo tutti volontari, nessuno percepisce compensi, paghiamo noi tutte le spese e la totalità delle donazioni raccolte viene inviata in Cambogia e destinata a favore dei bambini.

Il denaro viene inviato ad una ONG locale “Le Restaurant des Enfants dela Rue”, riconosciuta nel 2010 dal Ministero dell’Interno cambogiano, il cui Presidente onorario è la signora Kim Chanthou, moglie del Segretario di Stato del Ministero degli Affari Sociali signor Nim Toth. 

Ambra aiuta e ha sempre aiutato i bambini e i genitori adottivi. Tutti i bambini e tutti i genitori, della Cambogia, del Brasile, della Russia, della Cina, ecc… indipendentemente dalle persone, dalle famiglie, dagli enti o dalle istituzioni che le abbiano chiesto un supporto o le abbiano messo i bastoni fra le ruote per invidia, cattiveria o semplicemente stupidità.

 In quanto a Chhiv lui non apprezzerebbe troppe parole.

Il giorno 8 febbraio mentre un individuo che non aveva il coraggio di firmarsi spargeva veleno il Ristorante dei Bambini di Strada, grazie a Chhiv, era in piena attività:

    237 pasti erogati;
    19 bambini hanno fatto un bagno;
    6 bambini hanno tagliato i capelli;
    Sono stati distribuiti 2 vestiti nuovi;
    20 bambini dopo i pasti hanno giocato, disegnato o letto un libro;
    8 bambini hanno imparato ad usare una macchina da cucire o un computer;
    Pasto del giorno: riso con zuppa sour
    Dolce: Lort Angkor;
    Spesa giornaliera: $ 158,62 equivalenti a € 119,38 equivalenti a €0,50 a pasto;
    Spese extra: $ 21,75 per medicine e $ 20,80 per lavagnette bianche;

A 13 neonati figli di madri sieropositive è stato garantito l’allattamento. WAC e LRDE (Les Restaurant des Enfants) garantisco2 kg. di latte a settimana per ogni neonato.

Dal primo febbraio 2010, giorno di inaugurazione del Ristorante, sono stati erogati circa 85.000 pasti e 120 bambini di strada sono stati mandati a scuola.

 Questi, e solo questi, sono i motivi che tengono insieme Chhiv, Sophorn, Ambra e tutti noi.



4 - La nostra risposta:


Prendiamo atto che WAC sta lavorando bene con l'attività del ristorante Des Enfants de la rue di Chhiv Ngauv che garantisce un pasto giornaliero a tanti bambini di strada di Phnom Pehn.

Ne siamo molto felici e speriamo che abbia sempre più successo.

Quello che non comprendiamo e' perché ciò sia collegato al Cifa che svolge altre attività e che si occupa, oltre che di cooperazione in molti Paesi, di adozione internazionale in qualita' di ente autorizzato.

PS. Nello stesso giorno Cifa ha aiutato migliaia di bambini in diversi Paesi e in tutto l'anno scorso hanno trovato famiglia 334 bambini.

Maria Paola Maurino

mercoledì 8 febbraio 2012

Sophorn licenziata?

Sophorn licenziata? E da chi? Al delirio non c'è davvero limite... Già perchè nel corso dell'ultima missione di Arnoletti di Cambogia, in gennaio scorso, le era stato sottoposto un contratto che... lei ha rifiutato non gradendo il luogo di lavoro! Lei ora ricopre il ruolo di rappresentante di Waltzing Around Cambodia... di Gandolfo e Munafò. Le auguriamo davvero fortuna nella sua attività locale e magari un miglioramento economico dai 310$ che Cifa le ha proposto. Contratto che è stato accettato dalla sua collega Ngorn senza problemi.

La stessa cosa si disse di Chhiv Ngauv. Si scoprì poi, senza troppa fatica, che in realtà ad allontanare il referente cambogiano fu proprio Ambra Enrico. Ma l'allontanamento durò poco perchè l'"Angelo dei Deboli", nel frattempo, era diventato referente di Waltzing Around Cambodia. Anche lui.

Che succede dunque in Cambogia? Quali sono i rapporti che tengono unite queste persone tra loro? A questo punto viene da chiedersi che rapporti intercorrano tra Ambra Enrico e questi due signori cambogiani. Cos'altro dovremo scoprire?

mercoledì 1 febbraio 2012

Cifa Secondo Noi

Un intero sito, cinque candidati e un comitato scientifico autorevole per prepararsi alle prossime elezioni al Consiglio Direttivo di Cifa. Ecco come il nostro Cifa balza agli onori della cronaca, oggi, con un'operazione che non ha precedenti nella storia delle Ong italiane: il presidente attuale, Gianfranco Arnoletti, due consiglieri uscenti e due rappresentanti dei dipendenti hanno realizzato un sito dove raccontano i loro progetti per il Cifa che verrà.

Ma a rendere innovativa l'operazione è l'aspetto partecipativo del sito: frutto - infatti - di una vera e propria rete di opinioni, contributi, suggerimenti che in queste settimane "stiamo raccogliendo per mettere a fuoco le vere priorità dell'ente", come afferma Arnoletti. Non è una sterile campagna elettorale bensì un'operazione condivisa e di raro entusiasmo perchè "è in gioco il futuro del nostro, straordinario, ente".

www.cifasecondonoi.it

In questi giorni conosceremo inoltre la data dell'assemblea e del voto. Scadenza, questa, che in tantissimi attendono per chiudere una tristissima storia (Raphael Zanotti, qualche mese fa, la raccontava dalle pagine de La Stampa scatenando una ridda di polemiche in tutto il mondo delle ong italiane) e finalmente "ridare serenità alle famiglie".

mercoledì 21 dicembre 2011

Caro Julianto...

Caro Julianto,

Mi fa specie che un giovane collega, quale tu sei, non riesca a riconoscere quando, per amore di polemica, si vada oltre le righe e si cerchi di diffamare un collega più anziano.

Forse non te ne sei accorto, ma ti prego di voler prendere atto che non siamo di fronte a una competizione elettorale per il Parlamento di non si sa dove, in cui ogni colpo basso è permesso, ma siamo di fronte al rinnovo della cariche di un ente morale, onlus e ong, dove i valori etici non devono mai lasciare il posto alla offesa e al dileggio gratuito. Non abbiamo bisogno di guerre e di sfide, ma di capire e guarire da questa malattia (tutta politica) che ci ha invaso da alcuni mesi.

Le norme statutarie che citi sono chiarissime, e ricalcano quelle di mille statuti in Italia. Prevedono che le cariche statutarie siano esercitate gratuitamente, proprio come da anni faccio in ECPAT e nelle altre associazioni (sportive e culturali) in cui sono impegnato da anni.

Non farmi fare il professore: le leggi, i contratti, gli statuti, lo dovresti sapere bene, si leggono e si interpretano: è il nostro mestiere. Per aiutarci ci sono la dottrina, la giurisprudenza e le interpretazioni che danno le autorità garanti. Le interpretazioni si possono discutere, ma negarle non è corretto.

Casta è un brutto termine, assai infamante. Io poi non appartengo ad alcuna casta, a meno che non esista una casta di coloro che passano le loro ferie in giro per orfanotrofi, abbiano visitato e collaborato a più di cinquanta centri per bambini abbandonati, entrino -a rischio della propria incolumità- nei bordelli a liberare bambine sfruttate, scrivano libri regalando i diritti d'autore, vivano da venti anni una vita randagia per formare quante più persone alla cultura dei diritti dell'infanzia.

Dirai che è una mia scelta, ed hai ragione. E ne vado fiero! E' un modo alternativo di fare l'avvocato: pensaci anche tu, se ti va. Ma non chiamare casta chi non ha mai avuto alcun benefit e dedica la vita a seguire (e cercare di realizzare) i propri ideali.

Permettimi una cosa sui i dipendenti e i consulenti. Io non appartengo ai "consulenti esterni lautamente retribuiti" (che non mi pare ci siano), e il contratto che mi riguarda è al di sotto (di molto) dei minimi tariffari. Al CIFA costo molto di meno di chi ha fatto e giurato tante traduzioni in questi anni (ne conosci qualcuna?).

E sono socio del CIFA da diversi anni.

I dipendenti e collaboratori del CIFA in questi anni hanno garantito che l'ente aprisse ogni mattina, che svolgesse le proprie funzioni seguendo la legge, che facesse adozioni seguendo le regole etiche che ci hanno sempre contraddistinto, che il CIFA passasse dalla piccola associazione degli anni ottanta al più grande ente autorizzato d'Italia, spesso unico membro italiano di alcuni dei coordinamenti internazionali che elaborano le politiche adottive e di protezione dell'infanzia mondiali: ricordalo.

I dipendenti che in questi anni hanno preso (e prendono) stipendi che sono assai più bassi delle loro capacità professionali, ma il contratto delle ONLUS (che CIFA applica) è quello che è. E che hanno deciso di continuare  a lavorare con passione, malgrado tutto. Fra loro ci sono alcune ragazze a suo tempo adottate che vogliono impegnarsi per migliorare le adozioni e la cooperazione allo sviluppo. Si impegnano così da anni. Mentre tu, giustamente, facevi altro.

Dire che il CIFA non è (anche) dei dipendenti è offendere tutte queste persone che ogni anno hanno permesso a centinaia di coppie di adottare, a centinaia di bambini di trovare dei genitori e a migliaia di bambini di vivere nel loro paese d’origine.


Ecco, Julianto. Se vuoi diventare presidente di CIFA prova a entrare in queste settimane in una delle 4 sedi che abbiamo in Italia, prova a parlare con una delle persone che ci lavorano tutti i giorni (anche quando hanno lutti, come è capitato in questi giorni a uno di noi, che non ha abbandonato il posto perché il suo lavoro era necessario). Prova a chiedere loro cosa vuol dire vedere gente che mai ha messo il naso negli uffici e mai ha visto come si fa un'adozione o come si elabora un progetto di cooperazione, entrare, ordinare, comandare e non ascoltare. Farai anche tu così?

Ecco Julianto, perché qualcuno ha parlato di anni ottanta: perché l'adozione creata dalla nuova legge è cosa assai diversa di quella che ha portato te in Italia.

Allora bastavano pochi volontari pieni di entusiasmo (lo so, anche io ho adottato mia figlia con quella legge e per anni ho fatto il volontario in altro ente): era il tempo delle adozioni fai da te. Adesso serve molta professionalità, molto studio, molta formazione, molti aggiornamenti, e se non sei professionalmente del livello necessario la CAI (giustamente, perché puoi fare danni irreversibili a bambini e famiglie) ti chiude. 

E oltre alla grande professionalità serve anche molta passione (che non ha prezzo).

Quella che conduce i miei collaboratori a passare settimane lontani da casa, senza le mogli o i fidanzati, applicando le loro conoscenze e studi, formandosi di continuo (nel tempo libero: i corsi di aggiornamento sono solo nei fine settimana) e mettendo a disposizione dei bambini che ne hanno bisogno tutto questo e le molte lingue apprese. Il tutto a tariffe che non assomigliano minimamente a quelle di giovani professionisti, senza vestiti firmati (che non si possono né vogliono permettere) e senza benefit di alcun tipo.
Per cui, Julianto, rispettali tutti.

Anche perché, visto che ti sei candidato a essere presidente del CIFA, nel caso in cui tu venissi eletto diventerai il loro presidente e dirigente.
Senza presidente il Cifa vive, ma senza di loro il CIFA chiude.

Marco Scarpati


PS:
Ammettere gli errori e scusarsi è un comportamento da signori. Ammetti di avere esagerato con i termini usati e le accuse fatte. Se non lo farai chiederò che a decidere sulla diffamazione sia un Tribunale.

Intervento di Michela Bacci

Cara Ambra,

per amore di precisione faccio una piccola cronistoria della mia attività in Cifa:

1) ho aperto la sede del Cifa  a Venezia nel 1984

2) nel novembre dello stesso anno sono stati ospiti a casa mia i miei amici Maria Ottavia e Pino Imprescia, allora volontari del Cifa, ed in quella occasione abbiamo insieme pensato che potevo fare qualche ora di segreteria nella sede di Venezia (una stanzetta al piano terra spesso invasa dall'acqua alta) visto che la segretaria che avevamo non era particolarmente efficiente.

3) nel 1987 mi è stato chiesto di candidarmi per il Consiglio Direttivo ed ho accettato. Non c’era alcuna incompatibilità fra le due cose.

4) nel 1991 è uscita la legge 266 sul volontariato e ci siamo messi a tavolino con i componenti del direttivo di allora perché io in effetti non ero solo una volontaria.

5) ho deciso di rimanere in Cifa come dipendente considerato che ormai non si trattava più di essere presenti 9 ora la settimana ma circa 20

6) mi sono dimessa quindi, spontaneamente, dal Consiglio Direttivo e, se non ricordo male, tu hai preso il mio posto, eravamo a Rivoli, ricordi?

7) oggi il Cifa non è una “associazione di volontariato”, basti pensare che al momento in cui siamo diventati ONG siamo stati cancellati dall’albo del volontariato. Se mai dovessi essere eletta è ovvio, e lo sai meglio di me, che non percepirei alcun compenso come membro del direttivo, ma solo i rimborsi spesa per eventuali spostamenti, questo assolutamente in linea con il nostro statuto.

8) per quanto riguarda gli avanzamenti di carriera, se ti riferisci a me, devo solo darti atto che il direttivo di Munafò mi ha nominata responsabile di sede il 23 maggio 2011 e la comunicazione alla CAI è stata fatta il 2 agosto 2011.
L’attuale direttivo ha semplicemente preso atto di una decisione presa a maggio dal precedente consiglio, nel periodo in cui tu eri direttore generale, ed ha riconosciuto in questo modo la mia professionalità.

E ne sono felice.

Michela Bacci

mercoledì 14 dicembre 2011

Comunicato dell'assemblea del personale Cifa

Cifa cambia pagina e questo cambiamento epocale non ha precedenti nella storia delle Ong italiane. Dopo settimane di confronto e di dibattito interno, noi, dipendenti e collaboratori di Cifa, abbiamo deciso di partecipare direttamente alle scelte per il futuro dell'ente.

Oggi la nostra assemblea ha proposto ad una parte dell'attuale Consiglio Direttivo di candidarsi, accettando la candidatura di due nostri rappresentanti per il futuro Consiglio.
Di conseguenza, si è formata una squadra unitaria, composta da tre rappresentanti dell'attuale Direttivo e dai due indicati dall'assemblea del personale: Michela Bacci e Marco Scarpati.

Nasce così un gruppo compatto, autorevole, credibile e dagli alti profili tecnici, che non lascia dubbi sull'obiettivo finale: far proseguire Cifa nell'unica direzione possibile. Consolidare i risultati ottenuti in trenta anni nei due settori cooperazione e adozione con uno sguardo piu' attento alla difesa dei diritti dei bambini in una società complessa costantemente in trasformazione.

Una posizione netta l'avevamo già presa quando abbiamo aperto questo blog nel tentativo di raccontare con forza la grande passione e la professionalità che ha permesso alla nostra Ong di diventare quello che è. Allora come oggi,  subivamo gli attacchi ingiustificati da parte di Ambra Enrico. Ora lo scenario e' diverso ma ugualmente subdolo e ci sentiamo in dovere di assumerci collettivamente un'altra responsabilità.

Dunque ci siamo. Vogliamo candidare le migliori energie che voi conoscete molto bene, anche perché avete imparato ad apprezzarle, nel quotidiano. Senza clamori ma con tanta professionalità.

L'assemblea che eleggerà il nuovo consiglio direttivo è ormai prossima; Munafò, Gandolfo e Ambra hanno solo apparentemente fatto un passo indietro; lasciando invariato pero' il loro programma elettorale che rimanda Cifa ai "favolosi anni ottanta".

Nelle prossime settimane faremo conoscere i temi da sviluppare e, ovviamente, i contenuti di programma. Siamo certi che vorrete partecipare a questo momento importante nella nostra storia, così come non farete mancare il vostro supporto.

La squadra che abbiamo composto è (in ordine alfabetico):

Gianfranco Arnoletti
Michela Bacci
Sandro Giannini
Maria Paola Maurino
Marco Scarpati


Molti sono i sostenitori (amici, professionisti, famiglie, istituzioni) che credono in questo nostro sforzo senza precedenti. Li terremo accanto a noi per affinare metodi, programmi, azioni specifiche. Tra questi, esperti di chiara fama del mondo scientifico ed accademico che già hanno dato la loro disponibilità:

Leonardo Luzzatto - docente di psicologia dell'affido e dell'adozione
Maurizio Mori - docente di bioetica e presidente di Consulta di Bioetica
Monica Nobile - psicopedagogista
Giampietro  Schibotto - esperto internazionale in politiche dell'infanzia
Simona Taliani - psicoantropologa, docente di psicologia dell'immigrazione

Torino, 14 dicembre 2011

Approvato all’unanimità dall’assemblea, con un astenuto.

martedì 13 dicembre 2011

Dalla Russia... con amore!

Sabato 3 dicembre si è svolto, presso la sede Cifa di Falconara Marittima, il primo corso attesa Russia per tutte le coppie ancora senza abbinamento, gestite dalla sede di Falconara marittima e dalla sede di Roma.

Abbiamo deciso di pianificare 2 incontri per le "coppie attesa" in questo grande e peculiare paese, uno il 3 dicembre e l'altro il 21 gennaio 2012, dove inviteremo le coppie con abbinamento e in attesa di affrontare l’udienza con il giudice, prevista al secondo viaggio.

L'incontro è stato molto piacevole per noi operatori e per i futuri genitori adottivi, complessivamente hanno partecipato 15 coppie, molto attive e partecipi alla discussione con infinite domande.




Abbiamo volutamente omesso la presentazione dell’iter procedurale che poteva essere vista come un copione del corso specifico di formazione, anche se sulla spiegazione tecnica della procedura adottiva complessa della Russia, che si articola in 2 fasi di preparazione documenti ed in 3 viaggi complessivi, ci siamo ritornati a più riprese nell'arco della giornata, quando richiesto o quando reputavamo necessario.

La  psicologa, con il suo intervento, ha puntualizzato alcuni step importanti e focalizzato alcuni aspetti comuni, con alcune slides incisive e  non troppo fitte di parole, richiamandoli comunque  a riflettere sull’attesa e dando  un senso diverso a questo tempo.

Sono poi seguite le testimonianze di 3 famiglie adottive, i cui bambini provengono da 3 regioni della Russia con caratteristiche analoghe ma anche molto diverse tra loro (Irkutsk, San Pietroburgo e Novgorod), che hanno suscitato grande emozione.



Molto apprezzato è stato anche l’intervento della mediatrice culturale Maila ed il suo compagno Igor che hanno presentato uno spaccato di vita russa. Con loro si è parlato veramente di tutto: dalle tradizioni (le feste nazionali più importanti, quando arriva Babbo Natale) come si differenzia il mangiare nelle varie regioni russe… E ancora i trasporti pubblici, gli alloggi, le schede telefoniche, i ristoranti, ma anche come vivono le famiglie russe, quali sono le  abitudini in famiglia, le favole, i giochi, il cartone animato più in voga in questo momento…

Insomma una chiacchierata molto vivace e interessante… In attesa di conoscere i cuccioli e le cucciole russi!

Durante la pausa pranzo, in cui le coppie hanno offerto al gruppo pietanze squisitamente sovietiche che si erano dilettate a preparare a casa, abbiamo trasmesso un video con tante immagini della grande Russia, degli istituti, dei monumenti, delle città, senza dimenticarci degli stupendi paesaggi innevati, che le coppie avranno sicuramente modo di ammirare…

All'incontro hanno partecipato anche 2 operatrici dell'ASA Taranto, la psicologa e l'assistente sociale del centro, con le quali, grazie al protocollo di intesa stipulato tra gli Enti Autorizzati, gestiamo le coppie con residenza nella regione Puglia.


L'interesse dei partecipanti è stato sempre molto alto, tante domande e tanti inviti a ripetere l'iniziativa anche con le altre coppie e, dobbiamo dire, anche  tanta soddisfazione personale per noi che ogni giorno mettiamo a servizio delle coppie serietà, professionalità, ma anche tanta passione.

Cristiana, Alessia, Mara, Simona

lunedì 12 dicembre 2011

Auguri bambini!

Mi presento, sono Beatrice, lavoro da 4 anni in CIFA nell’ufficio di cooperazione internazionale allo sviluppo, inizialmente mi sono occupata dei progetti di CIFA in America Latina mentre negli ultimi anni mi sono occupata dei progetti di sensibilizzazione ed educazione ai diritti nelle scuole in Italia. Vorrei condividere alcuni commenti sulla festa di Natale che abbiamo appena festeggiato a Torino.

La festa di Natale di quest’anno è stata una festa speciale e credo che tutti, operatori e non, si siano accorti dell’attenzione che è andata ai veri protagonisti della festa di Natale del CIFA: i bambini!



Non è stato facile trovare le energie per organizzare in questi frangenti un momento di spensierata gioia per i nostri piccoli amici, ma tutti noi, come operatori, abbiamo messo il nostro tempo, la nostra attenzione e la nostra voglia di esserci in questa festa per i bambini.

Certo ci ha fatto piacere che le coppie siano intervenute nonostante il limitatissimo preavviso, che abbiano capito che provare ad organizzare la festa in un posto nuovo, per quanto abbia causato qualche sorpresa, è stata anche la voglia di dare un segno di discontinuità. Tutto è perfettibile, ma vedere arrivare le coppie con i loro piccoli e con le torte fatte in casa ci ha aiutato a entrare nel clima di festa. Tutti hanno portato il loro mattoncino! E noi siamo stati lieti di metterci la faccia, di metterci il nostro entusiasmo e la nostra fantasia.

Mai come questa volta i volontari e gli operatori sono stati orgogliosi di far vedere le varie facce dl CIFA, l’adozione ma anche la cooperazione, che si è raccontata attraverso i laboratori di disegno, per far ragionare i bambini sui loro diritti in modo semplice e “colorato”.

Ci siamo portati a casa, come operatori, tante lezioni. Una bimba, su un disegno coloratissimo ha scritto “oggi siamo tutti amici, ma tanto amici”.

Beh noi lavoriamo per questo CIFA, dove tutti si sentano liberi di esprimersi e si riconoscano in valori di amicizia, e solidarietà arrivandoci da percorsi diversi, adozione, cooperazione, educazione ai diritti, ma tutti diritti alla stessa meta…

Anche lo spettacolo, arrivato grazie al passaparola di un nostro volontario ha avuto successo: ha lasciato i piccoli a bocca aperta, facendoli sognare e portandoli in un mondo dove si è tutti uguali e tutti hanno diritto di giocare e sognare!

Nei miei anni in CIFA questa festa resterà sicuramente un ricordo prezioso di come, nonostante tutto, tutti - colleghi, volontari, famiglie – abbiano deciso di trascorrere un pomeriggio diverso perché a questo CIFA ci tengono, e ci credono.



Le tante domande di chiarimento a cui tanto i miei colleghi quanto personalmente, gentilmente abbiamo risposto, mi hanno fatto capire che  è possibile, anche se non facile, rispondere con i fatti, con sincerità e con la nostra professionalità a quanti stanno disegnando un CIFA che non ci appartiene, in cui non ci riconosciamo, dove logiche e interessi troppo lontano dagli interessi dei bambini hanno il sopravvento.

Io continuo a credere che la verità e la fiducia siano più forti delle strumentalizzazioni, dei dubbi instillati in chi non ha gli strumenti per difendersi, perché in una situazione di attesa facilmente strumentalizzabile, o perché lontano dall’associazione da molto tempo e quindi in balia, in buona fede, di blog o altre lettere affidate alla rete.

La mia motivazione per continuare a far parte di CIFA sono un bel numero di disegni che alcuni bambini mi hanno regalato alla festa!

Quando leggo che il CIFA dovrebbe tornare quello era, che chi sta demolendo il nostro lavoro e la nostra credibilità lo sta facendo per il bene del CIFA, che chi ha avuto per anni responsabilità dirigenziali nel CIFA adesso lo attacca fingendosi estraneo, che chi doveva occuparsi del libro soci adesso ne declama a gran voce la non completezza, che essere figlio adottivo o genitore adottiva ti dà di diritto una sorta di lasciapassare divino per sapere come governare l’ente o come gli operatori dovrebbero svolgere il loro lavoro, allora vorrei veramente tornare allo spettacolo di luci ed ombre “Il bruco e la farfalla”.

E vorrei che su alcune affermazioni di personaggi indegni il sipario calasse.

mercoledì 30 novembre 2011

Nota di Gianfranco Arnoletti

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Gianfranco Arnoletti, già comparsa come commento a un post precedente.

Prendo la parola per salutare l'ennesimo colpo di scena di Ambra Enrico e dei suoi amici.

Lo faccio con un certo stupore. La storia recente di Cifa ha inizio con un colpo di mano, per poi diventare, a settembre, una annunciata candidatura di Ambra alla presidenza e giungere recentemente ad un repentino dietrofront con cambio di mansioni e ruoli: chissà cosa accadrà ancora fino all'assemblea.


Lo scenario lascia intravedere che questa sia solo l'ennesima puntata di cui Ambra ha reso protagonista il Cifa, senza che il Cifa vero, quello che lavora e che in silenzio, da anni, dà vita al diritto di tanti bambini di trovare i genitori, sia mai stato voglioso di tanti riflettori.


In queste settimane il Consiglio Direttivo da me presieduto si è posto un obiettivo chiaro e semplice: preparare l'assemblea e portare avanti le tante attività quotidiane legate all'adozione ed all'aiuto dei bambini in difficoltà, ripristinando un clima di fiducia e stima tra i dipendenti e riportare sicurezza tra gli associati e le coppie che al Cifa hanno conferito il mandato adottivo.


Il mio impegno e quello del Consiglio Direttivo da me presieduto è stato ed è, quello di trovare regole certe e a garanzia di tutti, chiarire con la CAI alcune situazioni recenti poco chiare e soprattutto ultimare l'opera di verifica dei soci, iniziata solo parzialmente e poi non portata a termine dal Direttivo presieduto da Munafo': fatto che ha creato disagi operativi notevoli e reazioni negative comprensibili da parte di molti amici di Cifa.


Sono pronto a proseguire con molti altri l'opera di Cifa, la sua crescita e la sua continuità nel tempo, anche attraverso figure di rilievo che possano succedersi al sottoscritto nel delicato incarico di Presidente di una Ong che ha rapporti con una ventina di Paesi nel mondo: incarico che non si può abbozzare o improvvisare, che ha bisogno di esperienza e professionalità e che necessita di essere costruito proprio per rispetto alla storia ed al prestigio di Cifa e dei suoi interlocutori.


I nomi dei candidati li faremo quando le candidature verranno depositate nella certezza delle regole. Li condivideremo, ma non li anticiperemo informalmente, come sta accadendo, in un freddo e anonimo blog.


Tutti voi comprendete che dopo il colpo di mano dell'ultima assemblea, Cifa non possa correr più alcun rischio. E' già abbastanza grave quello che cinque persone senza alcuna conoscenza della normativa in tema di adozione, guidate da Munafò, hanno costretto a far subire all'Ente. Quello che e' capitato a noi potrebbe capitare a qualsiasi altro ente italiano e sulla soluzione che sapremo dare molti enti predisporranno modifiche statutarie e proporranno innovazioni normative.


Le prossime elezioni del nuovo consiglio direttivo sono ormai certezza.


Noi ci stiamo avvicinando a questa data senza il livore e gli atteggiamenti eccessivamente rissosi o ultimativi che hanno contraddistinto le comunicazioni telefoniche fatte dalla candidata e dai suoi compagni alle famiglie e i commenti gratuiti e dannosi che si sono succeduti sui forum e da cui mi sono dissociato da subito.


Commenti che hanno trovato tutti i dipendenti (tutti) sdegnati perchè non si sono riconosciuti nelle accuse gratuite mosse all'associazione. Non bastano slogan e affermazioni prime di riscontri per modificare la realtà; è un modo di agire che non condividiamo ed in cui non ci siamo mai riconosciuti.


Il confronto pubblico sui temi e sui destini dell'ente ci sarà perché ci crediamo fermamente e perchè sarà utilissimo raccontare alle famiglie con precisione gli obiettivi reali e le prospettive che ogni lista intende proporre. La presenza dei requisiti di legge nei candidati, e le loro specifiche esperienze.


Invito tutti - nel frattempo - a documentarsi, bene e con i documenti alla mano, su quello che e' accaduto in questi mesi, sul ciò che Cifa ha vissuto e sta vivendo e sul fatto che il 'passo indietro' di Ambra Enrico, Salvatore Gandolfo, Antonio Munafo' rappresenta una ulteriore conferma di ciò che noi dicevamo da tempo peraltro nelle sedi opportune, e non usando indecorosamente internet.


Siamo contenti di questa ammissione palese di Enrico, Munafò e Gandolfo anche se fa sorridere il tentativo goffo di mascherare il gesto con un presunto atto di "generosità" che, a ben vedere propone un bucolico ritorno ad un Cifa che non ha alcun futuro, non è adeguato ai compiti di legge e neppure, in verità, è mai esistito. Anche questo è sintomatico dello stile di chi ha guidato il Cifa per quattro mesi dopo il golpe del 29 Aprile.


Buon lavoro e a presto.

Un cordiale saluto.
Gianfranco Arnoletti

lunedì 28 novembre 2011

Intervento di Marco Scarpati


Mi è stato comunicato che su un blog sarebbe uscita una intervista in cui Mr. Ngauv Chhiv, già referente per la Cambogia di CIFA onlus, dichiara che sarebbe stato costretto a licenziarsi da CIFA nel giugno 2010 per un mio ricatto perpetrato, a Phnom Penh, di fronte al presidente di CIFA Gianfranco Arnoletti (avrei detto: “o ti licenzi o io fermo gli aiuti ai bambini cambogiani”). A tale bugia egli aggiunge che mai la signora Ambra Enrico lo ha licenziato e che ora, senza più salario dal mese di ottobre, vive aiutando i bambini di strada grazie al sostegno di altri.
Strana forma di sindrome di Stoccolma quella dell’amico Chhiv, che io presentai al CIFA quando aprii per l’ente le adozioni in Cambogia. Al fine di meglio precisare i fatti a mia conoscenza vorrei formulare per l’ennesima, e spero ultima, volta la reale e documentata ricostruzione dei fatti.
Nel luglio 2010 Mr. Chhiv si dimise da presidente della ong cambogiana (della quale nessun italiano rappresentate di CIFA era membro) che gestiva la cooperazione di CIFA (e altri) in Cambogia. A tale scelta furono spinti dal governo cambogiano (per il quale andavano differenziati i soggetti che svolgevano la cooperazione e quelli che svolgevano l’adozione). Nulla di nuovo, per noi, giacchè in nessun paese al mondo Cifa gestisce, con le stesse persone, aiuti e pratiche adottive.
In precedenza doglianze erano state da me rappresentate alla ong da lui presieduta, in ordine alla non corretta contabilità, al non rispetto degli impegni di spesa, alla mancanza di adeguamento della struttura agli standard richiesti dalla UE e dagli organismi di cooperazione internazionale, alla non conoscenza di lingue straniere da parte dei 2 responsabili (amministrativo e  sad), agli scarsissimi controlli sui bambini seguiti nei sad, alle schede dei bambini scarne e spesso fatte a fotocopia una dell’altra.  Cose che, nel complesso, facevano perdere soldi e tempo alla struttura. A ciò si aggiunga che alcuni membri del Consiglio direttivo dell’ong avevano minacciato di andarsene se Chhiv non si fosse dimesso permettendo una riforma radicale dell’ente.
Malgrado tutto ciò mai ho sostenuto che avrei distolto somme dagli aiuti in Cambogia: innanzitutto perchè nessuno di noi è singolarmente padrone degli aiuti, e poi perché, come noto, i sad non si possono spostare in altro paese o interrompere a piacimento e, infine, perché erano appena stati finanziati 3 progetti da organismi pubblici e altri 3 erano stati presentati ad altrettanti finanziatori.
Avevo invece sostenuto che se la situazione non si fosse modificata avremmo dovuto costruire un’altra ong che gestisse gli aiuti, visto che il segretario di Stato, nel corso di un incontro a cui era presente anche Chhiv, ci aveva consigliato di regolarizzarci celermente (sembrava, allora, che la legge sulle adozioni sarebbe entrata in vigore a breve) per evitare incomprensioni e ritardi nel riconoscimento di CIFA.
La nuova gestione ha funzionato benissimo (stando anche alle dichiarazioni fatte a Phnom Penh sia dalla signora Enrico che dal signor Gandolfo): la ong attuale sta lavorando nel rispetto delle previsioni di bilancio, raffrontando sempre almeno 3 preventivi per ogni acquisto (cosa che ha permesso un risparmio di gestione di circa il 19%), aiutando un numero sempre maggiore di bambini (sono aumentati di circa il 20%), sostituendo il personale non adeguato con assunzioni fatte su bando, coinvolgendo una dozzina di volontari locali e internazionali, collaborando in rete con altre ong cambogiane e internazionali e avendo presentato autonome richieste di finanziamento alle cooperazioni di altri paesi (Giappone in primis) fondamentali per mantenere i livelli di aiuto nell’attuale momento di crisi economica Italiana ed europea.
Riassumendo: mai né io, nè Arnoletti, abbiamo provveduto a licenziare Mr. Chhiv nel giugno 2010, tant’è che egli ha ricevuto un regolare stipendio identico a quello precedente fino al settembre 2011. Quando, nel giugno 2011, ci si è incontrati a Torino non si è lamentato di nulla e ha ribadito, avanti al nuovo direttivo e altre persone dello staff di cooperazione, la sua amicizia nei miei confronti.
Prima di partire per la missione in Cambogia in settembre chiamai la signora Enrico su richiesta del presidente Arnoletti, e le chiesi se vi fossero novità introdotte da lei durante la sua direzione: ella mi comunicò che aveva provveduto a licenziare Chhiv. Lo riferii al presidente Arnoletti e quando giunsi a Phnom Penh convocai Ngorn (nominata da Ambra nuova responsabile al posto di Chhiv) per chiedere lumi:  Lei stessa mi ribadì che Chhiv era stato licenziato e che adesso lei era la responsabile. Le chiesi di far avere al presidente una nota delle spese e delle cose rimaste in sospeso (veicoli, stipendi…) e ragionammo dell’adozione, comunque sospesa fino all’estate 2011.
In data 2 ottobre, al mio rientro in Italia, il presidente di CIFA ricevette dalla signora Enrico, e mi fece avere per i seguiti di mia competenza, una mail di succinto passaggio di consegne, nella quale si legge la seguente frase
“Per quanto riguarda la Cambogia e la posizione di Chhiv, non ritengo che quanto ho da dire debba essere ascoltato dagli operatori. 
Ritengo invece fondamentale spiegare a tutto il direttivo per quale motivo ho provveduto ad allontanare Chhiv quale responsabile delle adozioni in Cambogia.”
La mail mi pareva chiara: Ambra comunicava al CIFA di avere allontanato (cioè licenziato) Chhiv (cosa peraltro ribadita anche in altra mail, successiva).
Spiace, pertanto, constatare che si continuino a raccontare bugie e che chi ha svolto tale scelta non se ne assuma pubblicamente la responsabilità. Chi mi conosce o ha letto i miei libri sa che è mio stile affrontare di petto le situazioni, anche le più dolorose e che riguardano amici e collaboratori: se avessi licenziato Chhiv me ne sarei assunto la responsabilità senza timori, mettendo nero su bianco i motivi della mia scelta. Ma questa scelta, nel bene o nel male, non l’ho fatta io.
Marco Scarpati - Direttore ufficio cooperazione - CIFA Onlus

giovedì 24 novembre 2011

Insieme ai gruppi attesa

Ciao a tutti mi chiamo Silvia A. e con Silvia R e Isa mi occupo delle adozioni in Cina. A tal proposito mi sento di scrivere quanto è stato bello il primo GRUPPO ATTESA organizzato il 18 Novembre di questo anno!

I gruppi attesa, così sono stati da noi chiamati, sono delle giornate che vogliono essere dedicate a tutte le coppie che sono state instradate sullo stesso Paese, in questo caso vi parlerò del grandissimo gruppo Cina.

Venerdì scorso, dopo circa un mese di organizzazione, siamo riuscite a raggruppare le prime 50 famiglie. Inizialmente questo primo incontro era stato pensato per le coppie che avevano già figli, infatti due baby sitter e un mago hanno intrattenuto piacevolmente i numerosi bimbi che ci hanno fatto compagnia durante la giornata, però alla fine siamo riuscite ad aggiungere anche alcune coppie che erano alle “prime armi”.

La giornata è stata molto intensa e piena di appuntamenti: il medico, aspetti della cooperazione, la mediatrice culturale, la psicologa e alcune testimonianze di famiglie che hanno vissuto dal vivo l’esperienza di adozione in Cina.

Il momento del pranzo è stata un’occasione per alcune coppie di potersi confrontare con noi operatrici e per ricevere alcune risposte delle mille domande che giustamente si pongono. Questo, però, è stato anche un’occasione per il Cifa di fare “assaporare” i gustosissimi panettoni che quest’anno, in collaborazione con l’azienda BONIFANTI, ha scelto di proporre per devolvere la donazione a favore dei nostri progetti per l’infanzia.

Ringraziamo tutte le persone che sono venute a trovarci per passare questa giornata con noi e per condividere le molte emozioni di chi sta per partire e di chi ci ha appena conosciuti.

Ricordiamo che questo venerdì 25 Novembre e venerdì 16 Dicembre vi saranno altri Gruppi attesa e quindi Vi aspettiamo numerosi!!!!

martedì 25 ottobre 2011

Pronto? Cifa!

Ciao a tutti, mi presento: sono Elisa e in CIFA mi trovate subito all’ingresso della sede di Torino.

Mi occupo di segreteria generale e in particolar modo di accoglienza a tutti coloro che intendono conoscere il nostro Ente ed eventualmente percorrere con noi un percorso di adozione, di sostegno di un bambino a distanza o di uno dei nostri progetti di cooperazione.

Quando sono arrivata, appena un anno fa, non conoscevo assolutamente la realtà del CIFA e le persone che quotidianamente ne fanno parte. Non credevo fosse possibile essere stregata così repentinamente dalle migliaia di bambini (quelli nelle foto appese alle mie spalle sono solo la minima parte), dai progetti, dalla vision e mission dell’Ente e per ultimo, ma non per questo meno importante, da tutti i colleghi.

Invece eccomi qui, perdutamente incantata da questa magia che si ripete giorno dopo giorno.

Siamo stati accusati ingiustamente da chi un tempo amava alla follia il CIFA, di fare preferenze tra le coppie, di avere delle coppie di serie A e di serie B, di usare toni poco cordiali, anzi arroganti, quando rispondiamo al centralino. Credo fermamente che la cordialità, l’educazione e l’empatia siano alla base della risoluzione di qualsiasi tipo di problema e della mia professionalità. Proprio per questo ogni giorno mi impegno affinché tutto questo non accada mai.

venerdì 21 ottobre 2011

Ho letto su un blog...

Ho letto su un blog alcune domande che riguardano la cooperazione internazionale di CIFA. Le domande sono garbate e corrette ed è giusto che io, il direttore della cooperazione di CIFA, provi a formulare una risposta che cerchi di spiegare e togliere possibili dubbi.
Il CIFA svolge azioni di cooperazione internazionale da quasi sette anni. Prima aveva una persona che si occupava di solidarietà. Una brava ragazza che gestiva alcune decine di sad e un paio di operazioni per lo più negli orfanotrofi in cui si adottava.
Quando mi fu dato il mandato di costituire una direzione per la cooperazione (e la comunicazione e il fund raising) chiesi a quel direttivo (di cui erano membri sia la signora Ambra Enrico che Gianfranco Arnoletti) se ben comprendevano in che ginepraio si stavano andando a mettere. La Cooperazione che proponevo era composta da diverse attività che avevano come focus i diritti dell’infanzia. Che sarebbero costate non moltissimi soldi, ma certamente un cambio di logica: il “core business” del CIFA sarebbe passato dall’adozione al bambino come soggetto di diritti e interessi superiori a ogni altro; di conseguenza la coppia genitoriale sarebbe diventata una alleata, ma non il punto focale delle attività di Cifa, che sarebbe stato il bambino.
Del resto era quello che chiedevano le convenzioni internazionali (anche in materia di adozione) e la legge italiana, ma era una svolta epocale: il CIFA sceglieva di non essere un “adottificio” (non è una critica: ce ne sono di ottimi) ma un ente che si occupava dei bambini e dei loro diritti a tutto tondo. Questa cosa avrebbe probabilmente influito anche sul volto pubblico (decisamente più gradito nei paesi da cui provenivano i bambini, i quali sapevano di permettere adozioni a chi si occupava anche dei piccoli che mai sarebbero giunti all’adozione)  ma era una scelta senza ritorno: quando decidi di aiutare i bambini non puoi, dopo un poco, dire che ti sei sbagliato, che i progetti messi in piedi non proseguiranno. Dovrai continuare, perché i tuoi progetti e i tuoi soldi, per quei bambini, sono la differenza fra la vita e la morte, fra la scuola e la strada, fra la serenità e lo sfruttamento!

[clicca qui per leggere per intero l'intervento di Marco Scarpati, direttore dell'ufficio cooperazione di Cifa]


Sapete dove trovarmi...

Ciao a tutti, credo di essere poco conosciuto, come altri operatori in Cifa che lavorano nell’ombra, perciò mi presento: opero da volontario nella nostra Organizzazione, ci lavoro da 21 anni, 13 dei quali a tempo pieno. Ho iniziato la mia collaborazione lo stesso anno in cui io e mia moglie abbiamo adottato la nostra amatissima figlia in Sri Lanka.
E non me ne sono più andato: sono stato il responsabile dei Corsi di Formazione, della Sede di Torino, poi membro del Consiglio Direttivo Nazionale, oggi responsabile Amministrativo e del Sistema Qualità (quello che ci ha permesso di creare un’organizzazione adeguata e di ottenere ben due qualificate Certificazioni internazionali).
Credo di avere qualche merito nell’aver contribuito a formare questo Ente per quello che è oggi, spesso con quel senso critico che mi appartiene.

Ho deciso di scrivere queste poche righe non per entrare nel merito delle attuali vicende, ma per ringraziare tutti gli operatori, dipendenti, volontari, professionisti, per aver ancora una volta dimostrato un attaccamento al Cifa, alla mission, ed una professionalità fuori dal comune anche in questo periodo di crisi. Lo voglio fare io perché non mi risulta che le diverse “governance” dell’Ente, in altre faccende affaccendate, se ne siano ricordate, anzi.

E poi, visto che non sopporto le ipocrisie e le false modestie, nel contempo ringrazio anche me stesso. Alle coppie che ci hanno conferito mandato voglio dire che so bene cosa significa essere in attesa, credetemi, per la mie vicende personali che alcuni conoscono, lo so molto bene anche se sono passati molti anni. Sappiate che noi siamo qui come sempre, lavorando ogni giorno per i minori in difficoltà in molte parti del mondo, e quindi anche per voi, questa è la nostra missione. Se qualcuno, chiunque, desidera sapere, conoscere, sarò ben lieto di incontrarlo: sa dove trovarmi.

Pier Paolo Bosini