Immaginiamoci 2

mercoledì 21 dicembre 2011

Caro Julianto...

Caro Julianto,

Mi fa specie che un giovane collega, quale tu sei, non riesca a riconoscere quando, per amore di polemica, si vada oltre le righe e si cerchi di diffamare un collega più anziano.

Forse non te ne sei accorto, ma ti prego di voler prendere atto che non siamo di fronte a una competizione elettorale per il Parlamento di non si sa dove, in cui ogni colpo basso è permesso, ma siamo di fronte al rinnovo della cariche di un ente morale, onlus e ong, dove i valori etici non devono mai lasciare il posto alla offesa e al dileggio gratuito. Non abbiamo bisogno di guerre e di sfide, ma di capire e guarire da questa malattia (tutta politica) che ci ha invaso da alcuni mesi.

Le norme statutarie che citi sono chiarissime, e ricalcano quelle di mille statuti in Italia. Prevedono che le cariche statutarie siano esercitate gratuitamente, proprio come da anni faccio in ECPAT e nelle altre associazioni (sportive e culturali) in cui sono impegnato da anni.

Non farmi fare il professore: le leggi, i contratti, gli statuti, lo dovresti sapere bene, si leggono e si interpretano: è il nostro mestiere. Per aiutarci ci sono la dottrina, la giurisprudenza e le interpretazioni che danno le autorità garanti. Le interpretazioni si possono discutere, ma negarle non è corretto.

Casta è un brutto termine, assai infamante. Io poi non appartengo ad alcuna casta, a meno che non esista una casta di coloro che passano le loro ferie in giro per orfanotrofi, abbiano visitato e collaborato a più di cinquanta centri per bambini abbandonati, entrino -a rischio della propria incolumità- nei bordelli a liberare bambine sfruttate, scrivano libri regalando i diritti d'autore, vivano da venti anni una vita randagia per formare quante più persone alla cultura dei diritti dell'infanzia.

Dirai che è una mia scelta, ed hai ragione. E ne vado fiero! E' un modo alternativo di fare l'avvocato: pensaci anche tu, se ti va. Ma non chiamare casta chi non ha mai avuto alcun benefit e dedica la vita a seguire (e cercare di realizzare) i propri ideali.

Permettimi una cosa sui i dipendenti e i consulenti. Io non appartengo ai "consulenti esterni lautamente retribuiti" (che non mi pare ci siano), e il contratto che mi riguarda è al di sotto (di molto) dei minimi tariffari. Al CIFA costo molto di meno di chi ha fatto e giurato tante traduzioni in questi anni (ne conosci qualcuna?).

E sono socio del CIFA da diversi anni.

I dipendenti e collaboratori del CIFA in questi anni hanno garantito che l'ente aprisse ogni mattina, che svolgesse le proprie funzioni seguendo la legge, che facesse adozioni seguendo le regole etiche che ci hanno sempre contraddistinto, che il CIFA passasse dalla piccola associazione degli anni ottanta al più grande ente autorizzato d'Italia, spesso unico membro italiano di alcuni dei coordinamenti internazionali che elaborano le politiche adottive e di protezione dell'infanzia mondiali: ricordalo.

I dipendenti che in questi anni hanno preso (e prendono) stipendi che sono assai più bassi delle loro capacità professionali, ma il contratto delle ONLUS (che CIFA applica) è quello che è. E che hanno deciso di continuare  a lavorare con passione, malgrado tutto. Fra loro ci sono alcune ragazze a suo tempo adottate che vogliono impegnarsi per migliorare le adozioni e la cooperazione allo sviluppo. Si impegnano così da anni. Mentre tu, giustamente, facevi altro.

Dire che il CIFA non è (anche) dei dipendenti è offendere tutte queste persone che ogni anno hanno permesso a centinaia di coppie di adottare, a centinaia di bambini di trovare dei genitori e a migliaia di bambini di vivere nel loro paese d’origine.


Ecco, Julianto. Se vuoi diventare presidente di CIFA prova a entrare in queste settimane in una delle 4 sedi che abbiamo in Italia, prova a parlare con una delle persone che ci lavorano tutti i giorni (anche quando hanno lutti, come è capitato in questi giorni a uno di noi, che non ha abbandonato il posto perché il suo lavoro era necessario). Prova a chiedere loro cosa vuol dire vedere gente che mai ha messo il naso negli uffici e mai ha visto come si fa un'adozione o come si elabora un progetto di cooperazione, entrare, ordinare, comandare e non ascoltare. Farai anche tu così?

Ecco Julianto, perché qualcuno ha parlato di anni ottanta: perché l'adozione creata dalla nuova legge è cosa assai diversa di quella che ha portato te in Italia.

Allora bastavano pochi volontari pieni di entusiasmo (lo so, anche io ho adottato mia figlia con quella legge e per anni ho fatto il volontario in altro ente): era il tempo delle adozioni fai da te. Adesso serve molta professionalità, molto studio, molta formazione, molti aggiornamenti, e se non sei professionalmente del livello necessario la CAI (giustamente, perché puoi fare danni irreversibili a bambini e famiglie) ti chiude. 

E oltre alla grande professionalità serve anche molta passione (che non ha prezzo).

Quella che conduce i miei collaboratori a passare settimane lontani da casa, senza le mogli o i fidanzati, applicando le loro conoscenze e studi, formandosi di continuo (nel tempo libero: i corsi di aggiornamento sono solo nei fine settimana) e mettendo a disposizione dei bambini che ne hanno bisogno tutto questo e le molte lingue apprese. Il tutto a tariffe che non assomigliano minimamente a quelle di giovani professionisti, senza vestiti firmati (che non si possono né vogliono permettere) e senza benefit di alcun tipo.
Per cui, Julianto, rispettali tutti.

Anche perché, visto che ti sei candidato a essere presidente del CIFA, nel caso in cui tu venissi eletto diventerai il loro presidente e dirigente.
Senza presidente il Cifa vive, ma senza di loro il CIFA chiude.

Marco Scarpati


PS:
Ammettere gli errori e scusarsi è un comportamento da signori. Ammetti di avere esagerato con i termini usati e le accuse fatte. Se non lo farai chiederò che a decidere sulla diffamazione sia un Tribunale.

7 commenti:

  1. Semplicemente vergognoso. Non queste cose che dice il sig Scarpati, ma quello a cui si riferisce. Adesso i dipendenti del cifa che si smazzano tutto quello che devono fare a mille euro al mese (immagino) sono diventati la casta?
    Pazzesco
    Fernando

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  2. Domanda: invece di tutto questo tira e molla sui forum, perchè non partono delle denunce? Mi sembra che qui chi lavora nella CIFA sia stato fin troppo bistrattato. Forse mi sbaglio forse no!

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  3. NON AVEVO ANCORA VISTO IL SITO GUARDIAMO NEGLI OCCHI: MA CHI LHA FATTO? CHE COSE? A ME SEMBRA PAZZESCO, ECCO LUNICA COSA CHE MI SENTO DI DIRE A RIGUARDO. PIENA SOLIDARIETA A TUTTE LE RAGAZZE CHE CON IL LORO AIUTO PERMETTONO A TANTI GENITORI DI ESSERE GENITORI E TANTI BAMBINI DI AVERE UN PAPA E UNA MAMMA. MARIA TERESA

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  4. Io non ho più parole!
    E continuo ad essere con Cifa e i suoi dipendenti e volontari!
    Non volevo andare su Guardiamoci negli occhi, che ho aperto solo una volta, ma adesso vorrei proprio leggere cosa è stato scritto!
    Continuate così!Alessandra

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  5. Al Dottor Scarpati, un VERO SIGNORE, e a tutti i numerosi dipendenti e collaboratori Cifa che ogni giorno dedicano tempo, risorse e passione va la nostra stima e il nostro ringraziamento per ciò che hanno fatto fin qui e per ciò che continueranno a fare in futuro, per consentire a tutti noi di formare una nuova famiglia.
    Cogliamo l'occasione per augurarVi di vero cuore, i migliori auguri per queste prossime festività, con la speranza che il nuovo anno porti davvero serenità e tanta saggezza...
    Cordialmente
    Carlo e Laura Lovati

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  6. Se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie: di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo! (da L'avvelenata – F. Guccini)
    Purtroppo in questo caso, occorre cominciare a frugare dentro alle nostre macerie!
    Si perché chiunque arrivi a guidare il Glorioso Cifa, dovrà costruir su macerie per mantenersi vivo!
    Comunque vada, comunque se ne esca, energie che dovevano essere dirette a più nobili e alti scopi, sono ridotte a scaramucce pseudolegulee e a nubi tribunalesche.
    Lungi da me voler impartire lezione di legge a nessuno degli Avvocati.
    I miei bassi pensieri sono rivolti al futuro, a ciò che resta del CIFA che tutti conosciamo.
    Ognuno giudichi con i propri occhi, forse in questo caso meglio dire con i propri pensieri.
    Certo è, da parte mia, che guardando gli occhi di mio figlio (e dai), non posso non pensare alle Silvie, alle Barbare, a tutte quelle persone che ogni giorno fanno quello che possono (che è molto), affinchè altri genitori siano fortunati come noi.
    E quindi mi chiedo a chi giovi tutto ciò? “Qui Prodest” cari Avvocati a Voi che i Latinismi o Brocardi son tanto cari.
    Come dice Scarpati, con il quale concordo pienamente, non siamo di fronte a una competizione elettorale per il Parlamento di non si sa dove, in cui ogni colpo basso è permesso, ma siamo di fronte al rinnovo della cariche di un ente morale, onlus e ong, dove i valori etici non devono mai….MANCARE (dico io).
    Vi lascio, con un invito, guardiamo questa faccenda con gli occhi di un bambino e forse capiremo che:
    "Nulla sarebbe ciò che è
    Perchè tutto sarebbe ciò che non è
    Ed anche il contrario - ciò che è, non sarebbe
    E ciò che non sarebbe, lo sarebbe
    Vedi?"
    Da "Alice nel Paese delle Meraviglie", di Lewis Carroll

    PS a tutti i dipendenti, quelli che conosco e quelli a cui non ho avuto il piacere di stringere la mano, voglio dire grazie, grazie, grazie per aver dato soddisfazione al nostro egoismo genitoriale, formando la felicità di una intera famiglia, per questo Natale e per sempre…ormai!

    Ernesto Palmeroni

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  7. una sola cosa vorrei scrivere.....ho letto poco di questa storia e di tutto quello che sta accadendo al mio grande Cifa......l'ente che in soli 6 mesi mi ha permesso di abbracciare i miei 3 figli.....in piena estate e in pieno ferragosto loro erano lì per noi....non si sono risparmiati per niente...a loro va il grazie dal profondo del cuore....quello è il Cifa che io conosco e che vorrei rimanesse così per sempre.....

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